ottobre 6, 2016 in In Parlamento, News e iniziative da alessia

Roma, 6 ottobre 2016 – Da anni eravamo in attesa di una legge sul cinema ispirata al modello francese. Invece nel provvedimento che abbiamo oggi votato in Senato, che non disegna alcuna prospettiva per il settore cinematografico, si evince un unico obiettivo: sovvenzionare un po’ di più tutti i grandi interessi, dai produttori di videogame alle fiction tv, a favore dei grandi e potenti e a danno dei piccoli, ancora una volta e come sempre.
Il capitolo sulle modalità di finanziamento è infatti quello più inquietante. I contributi sono sostanzialmente appannaggio delle imprese già posizionate nel mercato. Per tradurre: le società forti e trainate dal mondo televisivo fanno la parte del leone e alla produzione indipendente, a quei film che spesso vincono i premi e si segnalano per la qualità, andrebbe il poco o nulla che avanza.
La legge per un settore così importante e rappresentativo come il cinema dovrebbe soprattutto occuparsi di cinema. Dovrebbe inoltre comprendere, sulla scia della storia passata e recente della nostra cinematografia, che qualità, creatività ed innovazione sono il capitale culturale su cui investire. Governo e maggioranza si sono smentiti ancora una volta con annunci e spot non all’altezza dei contenuti.