Giornata Europea per il diritto alla salute

aprile 6, 2017 in News e iniziative da alessia

Sinistra Italiana aderisce alla Giornata europea di azione contro la commercializzazione della salute prevista il 7 Aprile 2017.

In questi anni, le politiche liberiste dei governi delle destre, dei tecnici e persino quelli di centrosinistra hanno prodotto tagli economici così pesanti da aver messo in forte discussione il diritto alla tutela della salute e il principio di universalità così fortemente presente nella nostra Costituzione.

La crisi economica e la povertà in aumento richiedono ora più che mai scelte forti per rafforzare la sanità pubblica, un sistema sanitario pubblico per rispondere ad un’urgenza sociale.

Gli attacchi all’universalità hanno prodotto una riduzione dei servizi e maggiori costi per i cittadini non solo attraverso il ricorso a ticket onerosi e gravosi ma persino al ricorso alle assicurazioni individuali e collettive con l’obiettivo di creare un sistema misto pubblico privato in grado di mascherare la graduale ma totale privatizzazione dell’intero sistema. Questo ha voluto dire spesso l‘inesigibilità del diritto alla salute al punto che oggi oltre 11 milioni di cittadini rinunciano a curarsi perchè non possono permetterselo. Molti di questi al sud e non solo per lo strutturale divario reddituale ma per una enorme differenza in termini di disponibilità di servizi ed adeguatezza delle strutture.

La cura dell’austerity non è solo un problema italiano ma è bene presente in molti paesi europei.

La spesa sanitaria italiana è molto al di sotto di quanto spendono altri paese europei e, come confermano i maggiori esperti di economia del welfare, la spesa pubblica non è una minaccia per l’equilibrio del bilancio nazionale.

Tante le priorità:

Potenziare assistenza territoriale riconoscendo un ruolo centrale ai medici di medicina generale;

Investire nella sicurezza sui luoghi di lavoro;

Investimenti su personale. In ogni regione il sistema sanitario è la più grande azienda, è necessario motivare e coinvolgere i milioni di dipendenti, sbloccare il turn over, stabilizzare i precari; adeguare gli stipendi alle responsabilità e ruoli come nel resto d’Europa;

rendere trasparenti e non sottoposti al potere politico le nomine dei primari e dei direttori sanitari ASL;

riqualificare formazione e università;

investire nella prevenzione collettiva sugli stili di vita, sicurezza alimentare e prevenzione ambientale;

riduzione liste di attesa;

risolvere il conflitto/incompatibilità tra lavorare nel pubblico o nel privato

fare una lotta agli sprechi, agli abusi attraverso la razionalizzazione delle risorse anche attraverso il coinvolgimento della partecipazione dei cittadini

rafforzare le strutture territoriali della salute mentale in grado di prendere in carico tutti anche i pazienti degli OPG

Il nostro manifesto fondativo, la nostra carta dei valori approvata al congresso di febbraio sancisce che occorre difendere e rilanciare il servizio sanitario universalista finanziato dalla fiscalità generale, che non è solo un modo di fornire a tutti prestazioni sanitarie, ma risponde a finalità politiche più ampie. È anche un elemento di redistribuzione del reddito e, difendendo il reddito dei gruppi sociali più svantaggiati, contribuisce alla riduzione delle disuguaglianze e stabilisce un diritto di cittadinanza che favorisce la coesione sociale
Più risorse per il servizio sanitario e i servizi sociali, realizzando un sistema che assicuri, nel contesto del riassetto del sistema, prestazioni necessarie, appropriate, gratuite e di qualità per tutti coloro che ne hanno bisogno. Va invertita la tendenza ad affidare al mercato il governo della sanità, fermando la privatizzazione crescente della spesa sanitaria e rivedendo criticamente anche le proposte di welfare aziendale, perché rischiamo su questa strada di ritrovarci con le mutue di categoria e il servizio sanitario nazionale ulteriormente in crisi.

E’ questo il nostro piano per la salute per tutti e tutte