A Bologna un voto PER la scuola pubblica

maggio 26, 2013 in Comunicati Stampa da alessia

Il referendum di Bologna sia l’occasione per rilanciare gli investimenti nella scuola pubblica a livello nazionale, indipendentemente dall’esito del voto. A sostenerlo, è Alessia Petraglia, senatrice di Sinistra Ecologia e Libertà e componente della commissione Istruzione pubblica e beni culturali di Palazzo Madama, alla vigilia della consultazione sui finanziamenti comunali alle scuole dell’infanzia private.

“Il grande movimento di opinione che si è creato attorno a referendum bolognese, tanto da farne un caso nazionale, è un segnale che la politica deve tenere presente – dice Petraglia – L’accesso ad una scuola pubblica di qualità, capace di formare i cittadini di domani, indipendente dalla provenienza sociale di ognuno di essi, deve essere garantito a tutti, e ancor di più lo deve essere in questo momento di grande difficoltà economica. Occorre, quindi, porre fine ai tagli progressivi degli ultimi anni e tornare ad investire in maniera decisa nel pubblico”.
“I promotori del referendum di Bologna – prosegue la senatrice – non chiedono di smantellare la scuola privata, che ha tutto il diritto di esistere senza oneri per lo Stato. Chiedono, piuttosto, di considerare la scuola pubblica un bene comune e un’assoluta priorità in tempi di risorse economiche limitate, nel rispetto dell’articolo 33 della Costituzione. Si tratta di un referendum per la scuola pubblica, non contro la scuola privata”.
“Pluralità, universalità, condivisione delle differenze sono alcuni dei valori più importanti della nostra scuola pubblica – prosegue – Ciononostante, da anni è in atto un attacco durissimo contro di essa, sviluppato, ad esempio, attraverso la legge 133/2008, che ha sottratto 8 miliardi di euro al settore dell’istruzione. Al contempo, i finanziamenti verso le scuole private, per la gran parte confessionali, non hanno conosciuto un’analoga riduzione e, anzi, talvolta sono aumentati, fino al paradosso per cui in alcuni comuni è impensabile non rivolgersi al privato per mancanza di risorse nel pubblico”.
“Questa circolo vizioso deve essere interrotto – conclude la senatrice – Dopo la battaglia di Bologna, è necessario avviare una riflessione a livello nazionale, alla quale il Governo deve dare risposte adeguate. Perché la tutela e la difesa della scuola pubblica non sono soltanto un patrimonio della sinistra, sono doveri della buona politica, capace di fare scelte ponendo al centro l’interesse dei cittadini di oggi e di domani”.