Abbonamenti AV, Sen.Petraglia: “Incomprensibile gioco delle parti!”

gennaio 26, 2017 in Comunicati Stampa, In Parlamento, News e iniziative da alessia

Firenze, 26 gennaio 2017 – Trenitalia annuncia un passo indietro rispetto allo sproporzionato aumento degli abbonamenti per i pendolari AV: una misura transitoria in attesa di altre, definitive, che arriveranno a giugno.

“Trenitalia, dopo essere stata richiamata alla discussione da parte delle istituzioni e dei cittadini, dimezza l’aumento del costo degli abbonamenti per i pendolari dell’Alta Velocità: un piccolo risultato che non può bastare – afferma la senatrice Alessia Petraglia – Continuare a proporre degli aumenti in una situazione di crisi economica come quella che continuiamo a vivere rimane per noi inaccettabile e onestamente ci risulta anche incomprensibile questo gioco delle parti tra Governo e Ferrovie dello Stato. I menager di FS sono manager pubblici, nominati dal pubblico, quindi dal Governo e a loro rispondono. Siamo certi, dunque, che questi aumenti rispondano al libero esercizio di autonomia di chi deve far quadrare i bilanci societari di una delle più grandi aziende di Stato? Siamo certi che non sia stato tutto concordato con il Ministero dei Trasporti? Il silenzio del ministro Del Rio e la scelta di annunciare il dimezzamento dell’aumento alla Conferenza con le Regioni fa pensare più ad una strategia per aprire un nuovo tavolo di confronto, sui contratti di servizio, con le Regioni stesse. Per far questo c’era bisogno di inventarsi l’aumento degli abbonamenti ed addossare ai pendolari i costi di un confronto tutto politico?”

“Un provvedimento a termine e che sarà sempre sul tavolo della discussione fino a giugno ma intanto non si è in grado di non creare un ulteriore disagio agli utenti – prosegue la senatrice di Sinistra Italiana, Alessia Petraglia – Si annuncia infatti che gli abbonamenti di febbraio saranno fatti acquistare a prezzo pieno e poi, su richiesta, si provvederà alla restituzione dell’eccedenza. Un caos inutile. Questi sarebbero i grandi manager pubblici?”