Abbonamenti AV Trenitalia: “Stupefatti dalle parole di Mazzoncini”

gennaio 24, 2017 in Comunicati Stampa, In Parlamento da alessia

Roma, 24 gennaio 2017 – “Siamo, a dir poco, stupefatti dalle parole di Mazzoncini- così la senatrice Alessia Petraglia a conclusione dell’audizione in Senato con l’amministratore delegato di Ferrovie, Renato Mazzoncini – Il sistema di Alta Velocità non è un servizio pubblico e quindi non è un obbligo per Trenitalia rispondere alle richieste dei cittadini. La scarsa attenzione verso la tipologia di servizio offerto dalla azienda che dirige raggiunge l’ennesima potenza quando si tratta di non prendere in considerazione le esigenze dei pendolari, in gran parte lavoratori costretti a spostarsi tutti i giorni. Mazzoncini si aspetterebbe anche un grazie visto che Trenitalia ha deciso di mantenere l’offerta degli abbonamenti e di non cancellarla come ha fatto invece Italo.”

“I dati che fornisce FS – continua la senatrice Petraglia – parlano di 7000 pendolari ma solo 800 ne subirebbero il vero aumento: coloro che mantengono L’abbonamento tutta la settimana e non hanno optato per una delle 4 assurde tipologie proposte. Un vero e proprio ricatto per i lavoratori che per risparmiare e non subire aumenti eccessivi sono stati portati a scegliere fasce orari e giorni limitati. Se un lavoratore per motivi di famiglia prende un permesso per entrare a lavoro più tardi non può farlo perché la fascia oraria dell’abbonamento non lo consente. Per non parlare dell’obbligo della prenotazione pena una multa di 10€ a ogni viaggio.

E’ stato raccontato, in audizione, che non c’è una stima puntuale né delle eventuali perdite di abbonamenti né di clienti e che l’apertura di un tavolo di discussione può essere immediata se si discuterà anche di altre tematiche ma che non c’è intenzione di cancellare lo aumento degli abbonamenti ma al massimo di trovare altre misure da individuare.

Sicuramente Mazzoncini dovrà rivedere lo slogan della metropolitana d’Italia, quella che alle 21 chiude anche sulle tratte AV di breve percorrenza come Roma Firenze e si mette a rischio anche gli anni in cui si è provato ad incentivare l’uso delle rotaie contro la gomma.

Se poi – conclude la senatrice – questo aumento è da collegarsi all’idea di aprire una trattativa con il governo e le regioni per stipulare nuovi contratti di servizio è assolutamente inaccettabile che questo avvenga a scapito dei lavoratori.”