BNF, sen. Petraglia e on. Nicchi (SEL): “Subito più risorse per funzionamento e personale. Inaccettabile il taglio dell’80% al fondo di funzionamento”

“Il ministro Franceschini intervenga immediatamente in favore della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, stanziando nuovi fondi per il suo funzionamento”. A chiederlo, a tre settimane dalla visita del ministro a Firenze, sono le parlamentari toscane di Sinistra Ecologia e Libertà, sen. Alessia Petraglia e on. Marisa Nicchi, che sul tema hanno anche presentato un’interrogazione nelle rispettive camere.

“Durante la visita a Firenze, in maniera maldestra e approssimativa, con l’intento principale di minimizzare una situazione vergognosa, Franceschini ha implicitamente riconosciuto la carenza di fondi destinati al funzionamento della biblioteca, quelli necessari per pagare le bollette e ovviare alle spese quotidiane, abbattuti nel 2015 di oltre l’80% e passati da 1.111.000 a 196.397 euro – osservano le parlamentari – Nell’occasione, il ministro ha promesso lo stanziamento di nuove risorse una tantum, con la consueta logica emergenziale”.

“La Biblioteca Centrale è una istituzione prestigiosa, da anni mortificata dal blocco del turn-over del personale e dall’assenza di una idonea politica di sviluppo che contempli investimenti e progettualità di medio e lungo termine – spiegano Nicchi e Petraglia – L’edificio che la ospita è di grande valore architettonico, ma da anni necessita di restauri, sia esternamente che internamente. L’impianto di climatizzazione è inefficiente, i locali sono al di sotto degli standard minimi di accoglienza. Porte bloccate, bagni inagibili, guasti e malfunzionamenti sono all’ordine del giorno, mettendo a rischio non solo la fruizione da parte degli utenti, ma anche la conservazione di volumi di grande valore”.

“Siamo dinanzi ad una situazione inaccettabile per un paese civile che, almeno a detta del Ministro, vuole puntare sulla cultura in maniera decisa e profonda. Chiediamo al Governo di intervenire immediatamente, individuando risorse pubbliche certe da erogare in maniera continuativa e non emergenziale, e adoperandosi per facilitare il turn-over del personale. Non è di portali web esterofili di dubbia efficacia pagati a caro prezzo, né di tweet miracolosi che ha bisogno il nostro comparto culturale per ripartire, bensì di risorse e volontà politica”.