Carcere: in visita a Sollicciano

agosto 2, 2016 in Senza categoria da alessia

Una delegazione di Sinistra Italiana e di Sì – Toscana a sinistra ha visitato il carcere fiorentino di
Sollicciano.
Con la deputata Marisa Nicchi, i consiglieri comunali Donella Verdi e Tommaso Grassi e il consigliere regionale Tommaso Fattori abbiamo incontrato personale e detenuti, verificando lo stato dell’istituto penitenziario. Una situazione oggetto da anni, da parte di Sinistra Italiana, di verifiche, controlli e denunce.
Abbiamo potuto constatare che sono partiti i lavori di ristrutturazione, da 6 milioni di euro, con un
finanziamento straordinario del ministero. A svolgere i lavori, tranne quelli impiantistici, sono per lo  più gli stessi detenuti guidati dallo straordinario impegno degli agenti di polizia penitenziaria, anche  loro impegnati direttamente nel cantiere. Una buona notizia, finalmente, che consentirà di intervenire su  una parte della struttura, il resto dei lavori affidati alla manutenzione ordinaria per la quale ogni  anno sono stanziati 12 mila euro, una cifra ridicola, neanche una mancia per una struttura del genere che  ha bisogno di continua manutenzione.
I lavori riguardano anche la caserma di polizia penitenziaria: finalmente gli agenti fuori sede saranno  messi in condizione di vivere decentemente. Le loro stanze sono simili alle celle dei detenuti ma dotate  di finestre vere e più ampie. La ristrutturazione consente di avere almeno la doccia in stanza.
Inutile dire che in questi giorni di caldo asfissiante le celle sono roventi e in tutto il carcere il
caldo è insopportabile tanto quanto il freddo in inverno. Difficile viverci, difficile lavorarci.
Le scelte del dipartimento Penitenziario su Sollicciano ci preoccupano molto. I lavori riguardano infatti  anche l’ex reparto di cura e custodia dove sono in corso lavori di ristrutturazione per poter ospitare il  reparto di osservazione psichiatrica maschile. Praticamente, il Ministero della Giustizia ha chiuso  l’ospedale psichiatrico giudiziario di Montelupo per aprirne uno in carcere a Sollicciano: non era questo  lo spirito della legge. E se avviene così in tutta Italia significa che il ministero sta tradendo la  legge voluta da questo Parlamento. Le tante proroghe prima delle chiusure non sono state utilizzate per  mettere in funzione un sistema davvero alternativo agli OPG. Passare da Montelupo a Sollicciano non è per  niente un passo avanti. Si rischia che l’impegno di anni finisca al vento.
Sarà necessario dotare Sollicciano di personale sanitario qualificato in numero sufficiente, non si può  pensare di delegare tutto agli agenti, che sicuramente dovranno fare una specifica formazione, ma non si  può esporre il personale a situazioni a cui non sono preparati, sarebbe un danno per i detenuti e per gli  agenti stessi.
Abbiamo, inoltre, visitato l’asilo nido del carcere ed abbiamo appreso che verrà chiuso. Al suo posto,  l’amministrazione penitenziaria regionale ha deciso di realizzare il reparto di Osservazione psichiatrica  femminile. Di fatto, Sollicciano sta diventando, nelle intenzioni del governo, anche un vero e proprio ospedale psichiatrico giudiziario. In una fase in cui non sappiamo se e quando sarà aperta l’Icam (l’istituto a custodia attenuata per le donne detenute con figli) in Toscana, la chiusura del nido di Sollicciano comporterà che le detenute residenti in Toscana con figli saranno assegnate al carcere di Perugia, in barba al principio della vicinanza della detenzione al luogo di residenza, ai legami familiari e amicali, fondamentali perché il tempo passato in carcere serva alla rieducazione e
reinserimento sociale, come prevede la nostra Costituzione. Sarebbe opportuno individuare altra struttura  in Toscana per l’osservazione femminile anche per evitare che Sollicciano diventi un carcere e un nuovo “moderno” OPG.
Abbiamo trovato un clima di grande collaborazione all’interno del carcere tra la dirigenza e il
personale, un fatto sicuramente positivo che segna un cambiamento importante per il futuro di
Sollicciano. Ma questo non può bastare se saranno confermate le scelte in attuazione. Presenteremo
un’interrogazione al Ministro Orlando per sapere se la chiusura degli Opg è reale o si sta fingendo di cambiare per lasciare tutto immutato.
Noi continueremo a tenere alta l’attenzione sulle condizioni delle carceri toscane seguendo gli
insegnamenti e l’impegno di Alessandro Margara, dal quale abbiamo imparato che in carcere non può esserci  una sospensione dello Stato di diritto né per i detenuti né per chi ci lavora.