Careggi, Petraglia: “Accorpamento della Stroke Unit ennesimo taglio di servizi pagato dai cittadini”

agosto 20, 2015 in Comunicati Stampa da alessia

“Dopo privatizzazioni, esami centellinati, fondi per la prevenzione azzerati, lunedì prossimo la mannaia dei tagli alla sanità porrà fine all’esperienza, almeno per come l’abbiamo conosciuta fino ad oggi, della Stroke Unit di Careggi che verrà ridotta ad un luogo di passaggio prima del trasferimento verso altri ospedali. La Stroke Unit, centro di eccellenza nella cura dell’ictus, verrà infatti accorpata ad un altro centro di eccellenza, il reparto di Tossicologia, rinunciando, di fatto, alla valorizzazione di entrambe queste realtà, per realizzare un risparmio che penalizzerà prima di tutto i pazienti”.
Lo denuncia la senatrice toscana di Sinistra Ecologia e Libertà Alessia Petraglia, dopo l’allarme lanciato in questi giorni dai sindacati dell’AOUC.

“Le vacanze di agosto non hanno fermato il lavoro di distruzione della sanità pubblica da parte dei fedeli esecutori delle politiche dei tagli feroci – spiega la senatrice – Oggi tocca alla Stroke Unit, dove i pazienti colpiti da ictus potranno rimanere soltanto 72 ore prima di essere trasferiti in altri ospedali. Eppure, sarebbe bastato leggere la bacheca dei messaggi di ringraziamento dei pazienti e delle loro famiglie per comprendere quanto sia importante avere un reparto dedicato alla cura dell’ictus e delle malattie neurologiche. Invece, senza coinvolgere né gli operatori né ascoltare i pazienti, si preferisce portare avanti una riorganizzazione che disperde competenze e professionalità”.

“Si aboliscono i reparti per andare verso la cosiddetta intensità di cura senza che nessuno prenda in considerazione che cosa questo significhi per i pazienti – dice ancora Petraglia – E’ per risparmiare, si dice, ma quanto ci costa questa trasformazione in termini di minore accoglienza e prontezza di intervento? Quanto ‘vale’ il disagio di medici e operatori costretti a saltare da un reparto all’altro senza poter garantire una vera presa in carico e continuità di cure? Prima di mettere mano alla mannaia dei tagli, la Regione Toscana dovrebbe avere il coraggio di porsi queste domande e di prendere atto delle risposte”.

“Stentiamo a credere – aggiunge – che tutto questo avvenga con il placet di Enrico Rossi, troppo esperto di sanità toscana per poter intraprendere politiche da gambero. Eppure, da parte sua, non c’è mai stata reazione diversa dall’accettazione dei tagli del Governo. Dopo ‘è l’Europa che ce lo chiede’, siamo passati a ‘è Renzi che ce lo chiede’, e noi obbediamo, poco importa se a rimetterci sarà la qualità della sanità toscana. Non abbiamo mai ascoltato da Rossi una parola di protesta contro i tagli introdotti nottetempo nel ddl Enti Locali, non una critica, sia pure timida: come un diligente scolaretto devoto alle peggiori politiche liberiste, il Presidente studia a tavolino accorpamenti, riduzioni di posti letto, eliminazione di servizi, senza badare al fatto che questo significa disperdere e fare a pezzi la sanità”.

“Il momento è difficile e sarebbe irrealistico negarlo – conclude Petraglia – Ma prima di tagliare a cuor leggero, fermiamoci, ascoltiamo medici, infermieri, operatori, ascoltiamo i loro suggerimenti e cerchiamo soluzioni. Ma facciamolo in piena trasparenza, davanti ai cittadini, non nascosti nella calura e nel silenzio distratto delle vacanze di agosto”.