CMP Sesto Fiorentino, SEL incontra i lavoratori

dicembre 18, 2015 in Comunicati Stampa da alessia

“Il ministro dell’Economia ha il dovere di rispondere ai lavoratori del CMP che pretendono chiarezza sul proprio futuro. E’ inaccettabile far pagare ai dipendenti il prezzo di un piano industriale che mette a rischio oltre 800 posti di lavoro nella Piana fiorentina, tra occupati diretti e indotto. Nelle prossime ore presenteremo una interrogazione al Ministro dell’Economia e valuteremo tutti gli strumenti regolamentari utili per ottenere una risposta nel più breve tempo possibile”.
Lo afferma la senatrice di Sinistra Ecologia e Libertà Alessia Petraglia, che questa mattina ha incontrato le RSU e alcuni lavoratori del CMP di via Pasolini, a Sesto Fiorentino, destinato, secondo il piano industriale di Poste Italiane, ad essere declassato con la conseguente perdita in termini di occupazione. All’incontro, sollecitato dagli stessi lavoratori che alcuni giorni fa hanno scritto a tutti i parlamentari toscani, hanno preso parte anche il coordinatore fiorentino di SEL, Gregorio Malavolti, e il coordinatore del circolo SEL di Sesto Fiorentino Jacopo Madau.

Il colloquio si è tenuto all’esterno dell’azienda, in seguito al divieto di ingresso “per motivi di sicurezza” opposto alla delegazione da parte della dirigenza.
“Riteniamo – afferma al riguardo Petraglia – che la motivazione sia infondata e che si sia trattato soltanto di un pretesto per impedire l’incontro, tanto più che la stanza delle RSU ci risulta che sia accessibile anche dall’esterno e raggiungibile, quindi, senza compromettere l’attività. Accerteremo nei modi e nelle sedi opportune le vere motivazioni: se emergesse che si è trattato di un tentativo, per altro malamente giustificato, di ledere i diritti dei lavoratori saremmo di fronte ad un fatto gravissimo, del tutto coerente col clima repressivo che si respira da tempo nello stabilimento”.

“Ridimensionare il CMP di Sesto Fiorentino – prosegue – non rappresenterebbe soltanto un enorme danno occupazionale, ma sarebbe l’ennesimo colpo inferto al sistema industriale di un’area dove è evidente l’opportunità di sviluppo offerta dal mantenimento dell’occupazione grazie alla creazione di un polo logistico a servizio delle tante realtà produttive, in una posizione strategica per la vicinanza con infrastrutture importanti. Scaricare il costo di scelte sbagliate sui lavoratori e sui cittadini in termini di qualità dei servizi non è pratica nuova per Poste Italiane, come abbiamo già visto con la razionalizzazione degli uffici postali. A pagare, qui, è ancora una volta il territorio, penalizzato da una situazione frutto di anni di decisioni sbagliate di cui nessuno sembra volersi assumere la piena responsabilità”.

“Chiederemo conto di tutta questa vicenda al Ministro – conclude la senatrice – e pretenderemo chiarezza da parte del Governo, che di Poste rimane il principale azionista. Alle Istituzioni, a cominciare dal Presidente della Città Metropolitana Dario Nardella, chiediamo di far sentire la propria voce, in difesa dei lavoratori e per lo sviluppo della Piana”.