COMPAGNO ROSSI, SULL’IMMIGRAZIONE NON INSEGUIAMO LA DESTRA

gennaio 28, 2010 in Comunicati Stampa da alessia

Caro Rossi,

per quanto ancora il centrosinistra dovrà inseguire la destra sui temi dell’immigrazione? In questi quindici anni di “berlusconismo” e leghismo il nostro paese è stato pervaso da un populismo becero che è penetrato nella società italiana. In questi anni ci è stato detto che il crescere della criminalità dipendeva dalla presenza degli immigrati, speculando sulla crescente insicurezza sociale ed economica di tanti cittadini e contribuendo alla frammentazione e all’isolamento sociale. Sono troppi anni che la destra, incapace di fare proposte concrete di governo, ci sfida su questo.

E noi? Il centrosinistra ha trovato un nuovo punto su cui lacerarsi, senza essere capace di ribaltare il piano della discussione. Noi siamo contro i CIE anche se fossero rispettati i diritti umani, cosa del resto fino ad ora mai accaduta. Cosa sarebbero questi piccoli centri gestiti da volontariato e mediatori nei quali dopo l’identificazione si potrà trovare lavoro e regolarizzazione? Il CIE ha per definizione come unico scopo quello di identificare ed espellere i trattenuti. La Bossi Fini prevede che non esista possibilità di regolarizzazione per chi è senza permesso di soggiorno e non risulta che esista in Parlamento una proposta di riforma della normativa nazionale sull’immigrazione.

Oggi in Toscana ci sono 309.651 stranieri residenti, di cui il 51% sono donne e 209.790 sono occupati. I titolari stranieri di imprese sono 21.978, il traino all’imprenditoria femminile è dato dalle cittadine straniere. Banca d’Italia stima che all’immigrato ritorna solo la metà delle tasse che paga in termini di pensione, sanità e prestazioni a sostegno del reddito. Sarebbe utile, piuttosto, cercare di rendere più facile la vita di queste persone, pensando ad adeguate politiche per regolare i flussi di ingresso degli stranieri sul territorio, velocizzando le pratiche per il rilascio e il rinnovo dei permessi di soggiorno e agevolando i ricongiungimenti familiari.

Si stima che la metà degli attuali stranieri residenti sia entrata in maniera irregolare (tra queste le badanti regolarizzate nell’agosto 2009), e non per questo erano delinquenti. In Italia comunque per chi commette reato esistono le carceri.

Le politiche dell’integrazione non sono un vuoto refrain, ma hanno aiutato a costruire convivenza civile, hanno permesso conoscenza, hanno fatto si che tanti stranieri si sentissero cittadini. Certo c’è ancora molto da fare, ma intanto rifiutiamo qualsiasi logica di apartheid e rivendichiamo con coraggio che noi siamo e facciamo altro: la Toscana è terra di diritti, accoglienza e solidarietà.

Alessia Petraglia

Sinistra Ecologia Libertà