Cos’è l’integrazione? Chiamare il figlio Silvio!

marzo 24, 2010 in News e iniziative da alessia

C’è chi dice che l’Italia è un esempio di corretta integrazione. In barba ai continui attacchi del governo agli immigrati, c’è chi continua a sostenere che, in realtà, sono inseriti benissimo nell’Italia xenofoba dell’era berlusconiana. Basta una paginata di giornale che racconta l’aneddoto melodrammatico di un operaio ghanese che chiama il suo piccolo Silvio Berlusconi, a far dimenticare le leggi discriminanti, la proposta di moltiplicare CIE ovunque, la difficoltà ad ottenere o rinviare il permesso di soggiorno tanto agognato da folle di stranieri desiderosi di continuare a lavorare onestamente nel cosiddetto “bel paese”. La sovraesposizione mediatica di Berlusconi provoca anche questo: che si dia il suo nome al proprio figlio perché quell’aurea di leader carismatico e di premier nazional- popolare, lo rende accattivante. Stupisce che sia un ghanese ad idolatrarlo, ma neanche più di tanto, se risponde: “ Mi piace come parla, come si muove, anche se non conosco la politica”. Vogliamo ricordare invece che, agli stranieri, si propongono condizioni di lavoro improbabili e part-time che nascondono fino a 14 ore di lavoro continuativo. Davvero un buon esempio di integrazione! Così come le vicissitudini di molti stranieri: perdere l’onesto lavoro ed avere solo sei mesi di tempo per trovarne un altro, sennò si torna a casa, anche se i figli frequentano le scuole qui. Le leggi italiane favoriscono il mercato illegale di organizzazioni senza scrupoli che, sull’onda dei problemi degli altri, arrivano a fare fortuna. E che dire poi della beffa messa appunto per espellere gli immigrati. Prima si dà loro la possibilità di essere regolarizzati e poi si diffonde una circolare, firmata dal capo della polizia, che costringe all’espulsione degli stranieri che siano incappati nelle forze dell’ordine dopo un provvedimento di espulsione e non abbiano lasciato l’Italia, anche se regolarizzati a settembre. Alla faccia delle politiche di inclusione ed accoglienza….

Alessia Petraglia