Crescono i rischi idrogeologici sul territorio: bisogna agire!

febbraio 23, 2010 in Comunicati Stampa da alessia

Ultimamente le pagine dei giornali sono piene di cattive notizie che riguardano i danni geologici del nostro territorio. Cresce il fronte della frana causata dal maltempo, così come il rischio idrogeologico, soprattutto al Sud. La Toscana non è un’isola felice, e la buona gestione del territorio deve essere prioritaria. I disastri ambientali che colpiscono la Toscana mettono a nudo, una volta di più, la realtà di una montagna ferita i cui effetti si manifestano rovinosamente sul fondovalle. L’effetto serra è responsabile di un progressivo e rapido innalzamento della temperatura media del pianeta, i cui effetti sono preoccupanti anche per quanto riguarda la violenza e la portata delle precipitazioni che si manifestano più violente ed abbondanti, concentrate magari in un breve lasso di tempo, con effetti disastrosi, con la massa d’acqua che precipita verso il basso.

Non dobbiamo comunque pensare che le cause dell’aumento degli eventi alluvionali siano legate solo all’aumento della temperatura media del pianeta. I paesini dell’Appennino e dell’Amiata si sono spopolati da diversi decenni. Diminuisce il numero di chi frequenta la montagna e la conosce, mentre aumenta quello di chi vi si reca solo con scopi predatori o quasi (raccolta e/o caccia di questo o quello). Il sottobosco disordinato è l’immagine più desolante di questo abbandono, la vegetazione che cresce caotica e il bosco, lasciato a se stesso, si degrada. Fra gli effetti più negativi dell’abbandono è la mancata regimentazione delle acque, l’assenza di quei microinterventi che, in passato, permettevano di controllare il corso dei torrenti i quali, innocui per gran parte della loro esistenza, diventano disastrosi quando l’acqua decide che è tempo che gli uomini si ricordino della sua potenza. Nel bosco incolto i piccoli dissesti alterano la circolazione delle acque, rendono imprevedibili gli effetti di precipitazioni eccezionali.

Nel bosco sporco, poi, il terreno fatica maggiormente ad assorbire l’acqua piovana alterando anche la capacità di accumulo delle sorgenti.

E’ stata l’opera paziente, minuziosa e capillare dell’uomo attraverso i secoli che ha reso la montagna un luogo nel quale generazioni di toscani hanno vissuto riuscendo a sviluppare un’economia e una cultura che ha basato i suoi principi nelle strette relazioni con il proprio territorio.

Il nostro programma punta, in questa materia, ad una gestione del territorio che diminuisca i fattori di rischio.

Molto è stato fatto con i Piani di assetto idrogeologico (Pai) che individuano zone con diversi gradi di pericolo, dove impedire o limitare l’edificazione e individuando per i fiumi e i torrenti, le casse di espansione in caso di piena; ma molto deve essere ancora fatto ripulendo costantemente e sorvegliando gli alvei e i letti.

Il monitoraggio costante, poi: occorre sviluppare le tecnologie che permettono di prevedere il verificarsi di possibili eventi critici e finanziare la conservazione e manutenzione del manto boscoso, infine, necessario per attenuare l’impatto di violente precipitazioni e di fenomeni erosivi, e minacciato dall’incuria, dall’inselvatichimento e dagli incendi.

Destinare risorse adeguate ad una effettiva politica di conservazione degli equilibri ambientali significa comprendere che tale problema non riguarda solo la montagna e chi ci vive, ma, e ciò in misura sempre maggiore, anche chi abita sulle rive di laghi e fiumi di pianura, o addirittura in località costiere. Gli interessi economici del mare e della montagna sono, quindi, più connessi di quanto si pensi.

Per noi di Sel la cura del territorio è prioritaria rispetto a ulteriori cementificazioni che potrebbero deturpare la nostra bella regione. Noi proponiamo che i nuovi Regolamenti edilizi nei comuni debbano perseguire l’obiettivo di un “abitare sostenibile”: incentivare interventi di elevata qualità , ridurre i consumi di energia e acqua, garantire il benessere e la salute degli abitanti, favorire l’utilizzo di materiali naturali e in particolare quelli di provenienza locale e soprattutto recuperare il patrimonio edilizio esistente.

Alessia