Decreto Piombino, Petraglia: “Astensione di SEL scelta coerente”

giugno 12, 2013 in Comunicati Stampa da alessia

“Ci siamo astenuti sul decreto per il rilancio dell’area di Piombino perché dietro al titolo (Disposizioni urgenti per il rilancio dell’area di Piombino, di contrasto ad emergenze ambientali, in favore delle zone terremotate del maggio 2012 e per accelerare la ricostruzione in Abruzzo e per la realizzazione degli interventi per Expo 2015) si celava un provvedimento eterogeneo che marginalizzava le priorità citate. Mentre da una parte non si trovavano tutte le risorse necessarie per l’Emilia e l’Abruzzo, dall’altra se ne prevedevano di nuove per la terza variante di valico Genova-Torino e per la TAV in Val di Susa”. La senatrice Toscana di Sinistra Ecologia e Libertà Alessia Petraglia spiega così l’astensione del suo gruppo rispetto alla conversione in legge del decreto n. 43 del 26 aprile 2013, licenziato nel tardo pomeriggio di oggi dall’aula di Palazzo Madama e passato ora all’esame della Camera.

“In commissione – prosegue la senatrice – abbiamo lavorato a sostegno delle misure finalizzate al risanamento e al rilancio dell’area industriale di Piombino, bretella del porto compresa, un’opera promessa da troppi anni (pensiamo alla vicenda dei fanghi di Bagnoli), ma mai realmente finanziata. Sia in commissione che in aula abbiamo posto il problema di non collegare questo importantissimo intervento a sostegno di una città piegata duramente dalla crisi industriale con i finanziamenti per la costruzione dell’autostrada tirrenica, che per noi è altra storia, ma non siamo stati ascoltati”.
“Questa è la nostra posizione, chiara e trasparente, come chiara e trasparente è stata la decisione di astenersi al momento del voto finale – dice ancora Petraglia – Alle altre forze politiche, a quanti in queste ore si sono sentiti in dovere di salire in cattedra per rimproverare la scelta coerente di SEL, chiediamo un po’ di onestà intellettuale e politica: non si possono mascherare contraddizioni così grandi facendo finta di nulla, non possiamo accettare lezioni da chi, ancora una volta, ha voluto perdere l’occasione di aprire un confronto sui temi veri dello sviluppo del nostro Paese”.