Dl Art-Bonus, sen. Petraglia (Sel): “Dal Governo nessun impegno per i lavoratori della cultura”

luglio 28, 2014 in Comunicati Stampa da alessia

“Il decreto Art-Bonus, licenziato oggi dal Senato, non contiene nessuna garanzia per i lavoratori delle fondazioni liriche, nonostante le richieste di SEL, né prevede nuovi posti di lavoro nel settore della cultura se non creando nuove sacche di precariato. Un altro esercito di giovani qualificati sfruttati come stagisti senza destino: non è di questo che l’Italia ha bisogno per tutelare e rilanciare il proprio patrimonio culturale”.
Lo afferma la senatrice toscana di Sinistra Ecologia e Libertà Alessia Petraglia.

“Avremmo voluto discutere nel merito di questo provvedimento – prosegue Petraglia – ma l’ennesima fiducia ha espropriato ancora una volta il Parlamento del suo ruolo, costringendoci soltanto a prendere atto delle decisioni già prese. Troviamo molto grave che, di nuovo, si sia deciso di non dare garanzie precise ai lavoratori in esubero delle fondazioni liriche, limitandosi a vaghe dichiarazioni di impegno che, peraltro, il ministro Franceschini non ha voluto confermare”.

“Ci preoccupa – dice ancora la senatrice – l’idea che il Governo ha dei lavoratori della cultura, ritenuti lavoratori di secondaria importanza e per questo condannati all’eterna precarietà. Le assunzioni previste dal decreto sono, infatti, tutte a tempo determinato. Precari che vanno ad infoltire l’esercito dei precari che operano nel settore, indispensabili per la valorizzazione del nostro patrimonio artistico e ciononostante costretti nell’incertezza del proprio posto di lavoro. Il fatto che inizialmente il Governo avesse previsto la possibilità di essere assunti soltanto per i giovani fino a 29 anni, poi innalzati a 40, la dice lunga sulla contezza che ha della reale situazione occupazionale del settore”.

“Oggi abbiamo sprecato l’ennesima buona occasione per iniziare un percorso diverso – conclude la senatrice – Dopo gli anni dei tagli di Tremonti, occorre rimettere la cultura al centro delle politiche nel nostro Paese, innalzando gli investimenti che, in questo settore, sono tra i più bassi d’Europa”.