F-35, sen. Petraglia: “Un progetto inutile e costoso”

luglio 15, 2013 in Comunicati Stampa da alessia

“Gli F35 sono inutili, costosissimi, ad oggi inaffidabili, senza vantaggi tecnologici né ricadute occupazionali significative. Si tratta di investimenti faraonici che costeranno al nostro Paese nel corso degli anni ben 14 miliardi di euro soltanto per l’acquisto dei caccia e 52 miliardi per la gestione a pieno regime, tutto questo mentre il presidente Letta considera una vittoria strategica lo stanziamento di 1,5 miliardi di euro per il lavoro dei giovani”. Così la senatrice toscana di SEL, Alessia Petraglia, poco fa in Senato durante la discussione delle mozioni sulla partecipazione italiana al programma F-35.

“Veniamo tacciati di pacifismo ideologico – ha spiegato la senatrice – ma non abbiamo remore a confrontarci anche sulla validità dell’operazione in un’ottica di politica industriale e di ruolo dell’Italia a livello internazionale. In entrambi i casi, quella degli F35 resta una operazione sbagliata. Si tratta di un progetto passivo con pochissime ricadute in ambito occupazionale, in cui l’Italia è relegata al ruolo di assemblatore. I mille posti di lavoro di cui si parla non sono di nuova occupazione, ma la ricollocazione degli addetti impiegati oggi dal progetto Alenia-Eurofighter, lasciando competenze, ricerca e la vera ricaduta occupazionale altrove”.
“Con il costo di un F35 – ha proseguito – potremmo mettere in sicurezza 285 scuole italiane oppure coprire con indennità di disoccupazione 17200 lavoratori precari, oppure creare ben 3500 nuovi posti di lavoro attraverso la costruzione di 387 asili nido, garantendo la copertura a 11610 famiglie”.
“In campagna elettorale – ha detto ancora Petraglia nel suo intervento – i programmi del centrosinistra, di Italia bene Comune, erano molto chiari sugli F35 e non capiamo, o forse capiamo bene, questa improvvisa timidezza del PD. Oggi ci assumiamo una grandissima responsabilità nei confronti degli italiani: oggi decidiamo se investire risorse contro la povertà o se invece comprare aerei che possono lanciare atomiche. Andate a spiegarlo ai cassaintegrati, ai disoccupati, ai giovani precari che è giusta la seconda opzione”.
“Questa decisione – ha concluso la senatrice – spetta a tutto il Parlamento, e consideriamo grave che il Consiglio Supremo di Difesa, presieduto dal Presidente Napolitano, abbia sostenuto che non si possono porre veti sul progetto. Bisogna decidere da che parte stare. Noi siamo per l’Europa, per la pace, per uno sviluppo compatibile, per l’Italia bene comune. Noi non ci renderemo complici, mai, nemmeno indirettamente, di orrori di guerra”.