Grandi Molini e Cartotecnica Maestrelli: l’arroganza delle aziende

aprile 12, 2017 in Senza categoria da alessia

Firenze, 12 aprile 2017 – “La Toscana è attraversata da numerose crisi aziendali caratterizzate dal comportamento sempre più arrogante e ostile da parte delle proprietà”. A dirlo è la senatrice di Sinistra Italiana, Alessia Petraglia, dopo aver appreso che la Grandi Molini di Livorno non solo ha confermato i 17 licenziamenti annunciati, ma ha anche rifiutato le procedure di mobilità. “Un atteggiamento semplicemente irresponsabile. Assieme al consigliere regionale Paolo Sarti abbiamo incontrato due giorni fa i lavoratori della Grandi Molini un’azienda che si è dimostrata nei fatti priva di qualunque responsabilità di impresa. A Livorno la crisi economica è già sufficientemente feroce, non si sente il bisogno di ulteriori licenziamenti collettivi, che sono oltretutto ingiustificati. Ma grazie al Jobs Act oggi si licenzia e domani si riassume con contratti a tutele crescenti, pensando solo ai risparmi economici per le aziende e mettendo in ginocchio un tessuto sociale e una comunità già in difficoltà”.

“I lavoratori hanno già dimostrato ed espresso la volontà di non lasciare indietro nessuno, mentre l’azienda non risponde neanche alle richieste di confronto. Vedremo se il 20 aprile si presenteranno all’incontro al Mise. Rifiutare il ricorso agli ammortizzatori sociali, che avrebbero permesso ai lavoratori di sopravvivere per questi 20 mesi in fase di passaggio, è da irresponsabili”.

“E purtroppo la Grandi Molini è in buona, anzi in cattivissima compagnia. Pensiamo alla Cartotecnica Maestrelli di Sovigliana, a Empoli, dove i dipendenti, 33 in questo caso, stanno occupando lo stabilimento, dopo giorni di presidio in un contesto analogo a quello livornese. Per salvaguardare i posti di lavoro hanno anche proposto di costituirsi in cooperativa, ma l’azienda ha risposto con il concordato in bianco e rifiutando le proposte di acquisto. Come Sinistra Italiana continueremo ad ascoltare e supportare i lavoratori coinvolti in situazioni di crisi aziendali, auspicando anche un intervento ‘forte’ da parte delle istituzioni, soprattutto del Governo”.