I nostri emendamenti al ddl Scuola in Commissione

giugno 3, 2015 in In Parlamento da alessia

SEL ha presentato 263 emendamenti e 23 ordini del giorno in Commissione. Eccone una breve sintesi.

Articoli 1 e 2 – Finalità e Autonomia scolastica e offerta formativa
Abbiamo inserito, tra gli al­tri, anche interventi per il contrasto alla dispersione scolastica, a favore dell’alfabetizzazione dei migranti e alla valorizzazione delle diversità (con par­ticolare riguardo agli alunni disabili) e per il diritto allo studio. Abbiamo presentato emendamenti volti a fa­vorire la piena realizzazione del go­verno democratico della scuola, a tutti i livelli, con il rafforza­mento del ruolo e delle funzioni degli organi collegiali quali il Consiglio di Istituto, il Collegio Do­centi e il Consiglio Superiore per la Pubblica Istruzione, da poco rinnovato a seguito di un ricorso al Consiglio di Stato e che il Governo vuole marginalizzare. Abbiamo proposto che il Piano triennale dell’offerta formativa sia elaborato, come di competenza prioritariamente dal Collegio docenti. Abbiamo ribadito l’importanza dei principio della li­bertà di insegnamento e del rispetto delle relazioni sindacali. Chiesto l’inserimento dell’insegnamento di storia dell’arte e di Diritto e il potenziamento delle conoscenze sto­riche, filosofiche, di consapevolezza dei valori costituzionali e della normativa comunitaria; ribadito l’inserimento del personale ATA nel fabbisogno dell’organico derivante dai Piani triennali dell’offerta formativa. Limitato i “poteri” Dirigente scolastico ed eliminata “l’esternalizzazione” dell’insegnamento della lingua straniera nella scuole elementare.

Articoli 3 e 4 – Percorso formativo degli studenti e Scuola, lavoro e territorio
Abbiamo chiesto la soppressione della possibilità (per i dirigenti) di ricorrere ai finanziamenti esterni derivanti da sponsorizzazioni senza regole e garanzie per la libertà di insegnamento. Il testo del disegno di legge non apporta sostanziali modifiche di carattere ordinamentale alla vigente normativa sull’alternanza scuola lavoro. Sono invece previste alcune specificazioni come la quantificazione del numero di ore (almeno 400 ore per tecnici e professionali, almeno 200 ore per i licei, troppe, tanto che abbiamo chiesto la riduzione) da effettuare in alternanza nel secondo biennio e nell’ultimo anno. Peraltro non sembra che vi sia alcun obbligo per le scuole superiori di attivare comunque percorsi in alternanza attivazione di corsi di formazione per gli studenti inseriti in percorsi di alternanza, in tema di tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. L’aspetto più rilevante è, tuttavia, la parte relativa all’apprendistato nell’ambito dei percorsi di istruzione e formazione professionale, che deve essere letto in combinazione con la bozza di decreto legislativo che modifica l’apprendistato nell’ambito delle norme applicative del Jobs Act.

Articoli 5 e 6- Insegnamento nelle carceri e Istituti Tecnici Superiori
Abbiamo presentato un ODG che impegni il Governo a garantire a tutte le persone detenute la possibilità di seguire un percorso formativo e scolastico individualizzato. All’art. 7 abbiamo chiesto la soppressione del comma 1 che prevede una quota di premialità da destinare all’attivazione di nuovi percorsi degli ITS da parte della fondazioni esistenti.

Articolo 7- Innovazione digitale
A tal proposito già la dematerializzazione degli archivi prevedeva di riversare tutti gli archivi cartacei su sistemi informatici, implicando non solo costi d’impianto ma anche di gestione di tutto il sistema. Abbiamo già avuto modo di sperimentare le pesanti ricadute sul lavoro degli assistenti amministrativi delle cosiddette innovazioni tecnologiche, basti pensare al sistema di liquidazione delle retribuzioni e delle prestazioni accessorie, all’inserimento delle graduatorie del personale, al registro elettronico che ogni scuola deve acquistare e che richiede la gestione di un software che non è sempre interfacciato con quello di gestione degli alunni, alla gestione delle procedure amm.ve, sulle quali i sistemi centrali di Miur e Mef da sempre hanno mostrato scarsa efficienza ed affidabilità. I nostri emendamenti sono stati presentati oltre che per migliorare il provvedimento soprattutto per salvaguardare il personale ATA, totalmente escluso dal piano assunzionale

Articoli 8 e 9 – Organico dell’autonomia e assegnazione dei docenti e Competenze del diri­gente scolastico
Abbiamo inserito il personale ATA nell’organico dell’autonomia che deriva dal Piano triennale offerta formativa; previsto che il numero di alunni per classe non possa essere supe­riore a 22, 20 in caso siano presenti studenti di­sabili, e il potenziamento dell’organico dei posti de­gli insegnanti di sostegno, anche in deroga.
Abbiamo proposto l’eliminazione della facoltà di scelta, solitaria, da parte del Dirigente scolastico per la copertura dei posti dell’organico e della facoltà di ricercare e scegliersi insegnanti, anche di altre scuole; abbiamo infine soppresso l’iscrizione automatica dei docenti in ambiti territoriali, in caso di mobilità professionale o territoriale. Il comma 9 dell’articolo 9 è stato utilizzato per diverse coperture.

Articolo 10 – Piano assunzionale straordinario
Abbiamo previsto invece un piano di assunzione pluriennale dei precari della scuola, anche con l’inserimento del personale della scuola dell’infanzia, degli educatori e del personale ATA. Abbiamo inserito gli idonei al concorso 2012, nonché i docenti in possesso di abilitazione, conseguita, anche, presso i corsi universitari attivati ai sensi del decreto ministeriale del 10 settembre 2010 n. 249 e successive modificazioni, nonché presso la Facoltà di Scienze della Formazione primaria negli anni accademici 2012-2015, e dei diplomati magistrali con titolo conseguito entro l’anno scolastico 2001/2002: un titolo abilitante (ai sensi del parere emesso dal Con­siglio di Stato n. 3813/2013, del D.P.R. del 25 marzo 2014 che ne ha riconosciuto gli effetti di legge, della sentenza del Consiglio di Stato n. 7272 del 16 aprile 2015). Abbiamo contemplato anche i congelati SSIS nel piano assunzionale.
Infine, abbiamo richiesto l’eliminazione del comma 10, che fa perdere di efficacia alle GAE.

Articolo 11 – Periodo di formazione e prova del personale docente ed educativo
Abbiamo propo­sto la soppressione del comma 5, che prevede la dispensa con effetto immediato e senza obbligo di preavviso in caso valutazione negativa dell’anno di prova, decisa dal solo Dirigente scolastico.

Articolo 12 – Carta per l’aggiornamento e formazione del personale docente
Abbiamo proposto l’esclusione dei docenti di religione, alla cui formazione e aggiornamento deve provvedere la Chiesa.
L’articolo è stato utilizzato per diverse coperture, anche perché i docenti hanno bisogno di un serio rinnovo contrattuale, fermo al 2006.

Articolo 13 – Valorizzazione del merito del personale docente
Abbiamo proposto che le risorse previ­ste (200 milioni di euro) siano riportate nell’alveo contrattuale, poiché né il Dirigente scolastico né tanto meno il Consiglio di Istituto possono diventare “autorità” salariali. Questo articolo è stato utilizzato per diverse coperture.

Articolo 14 – Divieto di contratti a termine e fondo per il risarcimento
Ne abbiamo proposto la soppressione e, inoltre, richiesto l’eliminazione di alcuni “tagli” della Legge di stabilità 2015 previ­sti a partire dal prossimo anno scolastico 2015/2016:
a. La possibilità di sostituire sin dal primo giorno di assenza gli insegnanti assenti;
b. La possibilità di continuare a sostituire il personale ATA in ragione delle particolari esigenze e peculiarità del lavoro nelle scuole;
c. L’eliminazione del taglio del 2020 posti di personale amministrativo.

Articolo 16 – Open data
Abbiamo chiesto di definire meglio il ruolo del personale ATA

Articoli 17 e 18- School bonus e Detraibilità delle spese sostenute per la frequenza scolastica
Ne abbiamo proposto la soppressione a fronte dell’adeguamento della spesa pubblica italiana al 6% del rapporto con il PIL nazionale entro il 2025, in base ai dati della media europea e dei paesi OCSE. Abbiamo proposto, inoltre, la modifica della denominazione del MIUR, che deve tornare a essere Ministero delle Pubblica istruzione.

Articolo 19 – Scuole innovative
Abbiamo chiesto che le scuole siano innanzitutto rese sicure anche con tutti gli interventi necessari per la bonifica dall’amianto.

Articolo 20 e 21- Edilizia scolastica e indagini diagnostiche
Abbiamo chiesto il rafforzamento delle misure per l’edilizia scolastica e la bonifica dell’amianto. In particolare abbiamo presentato un emendamento volto ad escludere l’applicazione delle sanzioni previste dalle norme vigenti a carico di Province e Città metropolitane che non abbiano rispettato il patto di stabilità interno per l’anno 2014. In particolare la modifica è necessaria al fine di non gravare ulteriormente su Province e Città metropolitane, già investite da pesanti carichi finanziari e interessate dal lungo e complesso processo di riordino istituzionale previsto dalla Legge 56/14. L’edilizia scolastica è stata posta quale obiettivo primario del mandato di questo Governo. Consentire non solo la manutenzione e la messa in sicurezza delle scuole esistenti, ma l’investimento in nuovi edifici, moderni e più idonei ad assicurare una didattica all’avanguardia per gli studenti italiani, è una priorità assoluta. I vincoli di natura contabile che frenano questo genere di investimenti vanno superati, poiché non solo non consentono di adeguare e migliorare le nostre scuole, ma bloccano il rilancio dell’economia imprenditoriale.

Articolo 22 – Delega al governo in materia di Sistema nazionale di istruzione e formazione
Ne abbiamo chiesto l’eliminazione per manifesto eccesso di delega al governo, tra l’altro peggiorative e molto pericolose per il futuro. Abbiamo tentato di migliorarla.

ART. 23 – Deroghe
Abbiamo proposto il pieno coinvolgimento del Consiglio superiore delle pubblica istruzione come massimo organo consultivo nazionale della scuola