Il Congresso di Sel a Firenze – Abbiamo riaperto la partita…

ottobre 26, 2010 in News e iniziative da alessia

Alcuni compagne e compagne mi hanno chiesto di mettere on line il video della giornata conclusiva del Congresso di Sel a Firenze. Lo potete anche trovare su internet nel sito di Radio radicale (eccolo su www.radioradicale.it)
E’ molto lungo, ovviamente. Altri compagne e compagne sono intervenute nei tre giorni, il link a tutti gli interventi è nel nostro sito di Sel Toscana. E visto che mi è stato chiesto anche di condividere il testo, metto la bozza qui sotto….
ovviamente, ci sentiamo presto. E prometto di tenere più aggiornato il sito. Non perdiamoci di vista…

Care compagne e cari compagni,
E’ vero abbiamo, ancora una volta, la grande responsabilità di riaprire la partita, la partita culturale nel nostro Paese e soprattutto nella sinistra italiana. La crisi economica, sociale e politica ha chiaramente reso evidente come le scelte politiche di questi anni, anche le scelte politiche del centro sinistra hanno chiaramente fallito..
Dinanzi a un governo delle destre che ha costantemente negato la crisi, impoverito socialmente e culturalmente il nostro paese, la sinjitrsa non solo non ha saputo reagire ma ha subito pesanti sconfitte politiche e soprattutto culturali.
La rincorsa al centro, insieme con la politica del “ma anche”, hanno acuito le diseguaglianze e disparità sociali e in nome della modernità abbiamo improvvisamente smesso di indignarci.

Un paese, il nostro, che ha accettato silentemente la precarietà dei lavori, silenziosamente abbiamo considerato normale che il futuro dei giovani fosse contrassegnato dall’incertezza.
Oggi per un giovane 30 o 40 (giovane?)trovare un lavoro precario è diventata una grande fortuna perché l’alternativa drammatica è la disoccupazione.

In nome della modernità, e potrei aggiungere del riformismo, assistiamo impotenti e anzi avalliamo i licenziamenti di massa (pensiamo alla scuola); non ci indigniamo se i lavoratori licenziati il legittimante non vengono fatti rientrare al loro posto di lavoro….e questo non vale solo per la fiat ( la grande azienda di Stato che però ha prodotto utili e profitti solo per i privati) ma comincia ad essere pratica diffusa.

In nome del riformismo liberista ci è stato detto il sistema pubblico dello Stato era dispendioso e solo l’efficienza del Privato ci avrebbe salvato dal debito pubblico….risultato? le uniche razionalizzazioni e risparmi sono state fatte sui lavoratori improvvisamente esternalizzati, con contratti precari e poi persino licenziati in nome dei pareggi di bilanci.

Oggi la crisi impone con urgenza di mettere in salvo lo Stato sociale, il welfare pubblico cui in questi anni sono stati sottratte risorse e proposte innovative. E allora la vera sfida che dobbiamo lanciare al Pd e al centro sinistra tutta è proprio sul piano delle riforme e delle riforme sociali…ed è chiaro a tutti che quanto proposto sin’ora non ha funzionato e che lo sguardo va rivolto verso sinistra. Rispondere ai bisogni e necessità dei cittadini, vuol dire costruire e vivere relazioni sociali e noi ci candidiamo a farlo. Altri, chiusi nella loro referenzialità del governo, pur avendo voti, hanno perso ogni legame sociale.

Se vogliamo davvero riaprire la partita e lanciare una seria alternativa al governo delle destre è necessario fare scelte chiare e coraggiose senza preoccuparci di perdere consensi e i grandi appoggi delle lobbies economiche e di affari che proliferano nel nostro Paese. Riaprire la partita vuol dire restituire alla politica quella dimensione di tutela dell’interesse collettivo, ricostruire il senso di comunità che tanti, anche a sinistra, hanno smarrito..
La nostra forza? La chiarezza dei contenuti e il saper declinare in positivo quel termine radicalità, che è stato troppo spesso utilizzato per definirci conservatori o semplificando quelli del NO.

Alcuni esempi della nostra radicalità?
Se consideriamo l’acqua un bene comune epensiamo che la gestione deve essere pubblica, allora abbiamo il dovere di dire che anche il sistema Toscano ha di fatto privatizzato l’acqua.

Dinanzi ai tagli di tremonti e Gemini alla scuola pubblica non si può rispondere, come hanno fatto molti comuni della democratica Toscana, proponendo ai genitori di compartecipare alle spese per garantire l’apertura della scuola per tutto l’orario scolastico affidandone la gestione ai privati…..in barba alla formazione e alla continuità scolastica e alla Costituzione italiana.

Siamo contrari a costruire un CIE in toscana e lo diciamo senza la paura di essere impopolari perche l’accoglienza e la solidarietà non possono essere solo slogan ma pratiche di governo e la sicurezza è altra cosa…

Difendere il territorio da devastazioni urbanistiche ed evitare speculazioni da parte dei gruppi di affari ( ci sono tante P3 e cricche in Italia, purtroppo) così come ha fatto il nostro sindaco Di SeL di Gavorrano un paesino della Maremma, il compagno Massimo Borghi mandato a casa da irresponsabili amministratori del Pd a causa delle loro dimissioni in massa, nonostante l’ampio consenso dei cittadini… eppure il sindaco ha fatto solo il proprio lavoro …tutelato gli interessi della collettività e difeso la ns autonomia nei rapporti con il PD. Nessuna subalternità ma pari dignità.

Qui in Toscana, dove da sempre governa la Sinistra, in una strana linea di continuità dal PCI, PDS; DS fino alla forma degenerativa del PD va riaperta la partita perché non è possibile governare sempre con la logica dell’autosufficienza salvo scoprire che i numeri non ci sono , che non si rappresenta più i cittadini. Alle ultime elezioni regionali, in Toscana, c’è stato un alto tasso di astensionismo e non solo per la brutta legge elettorale. Quella stessa legge elettorale che ci ha visto fermi alla fatidica soglia del 3, 81% . Legge alla quale quasi in perfetta solitudine si sono opposti i consiglieri di SEL, legge voluta dal PD in accordo con il PDL ed è la stessa legge elettorale che oggi il PD dice di voler cambiare in Parlamento…una legge fatta solo per garantire l’autoconservazione del ceto politico…e per quale motivo questo Parlamento dovrebbe cambiarla?

Tuttavia essere rimasti Fuori dal Parlamento e fuori dalle Istituzioni regionali per noi si è trasformato in una grande opportunità politica, saremmo potuti scomparire e invece abbiamo proseguito il nostro impegno politico con passione ritrovata e con spirito di servizio. E uno dei ns compiti principale è risvegliare alla partecipazione attiva e all’impegno civili donne e uomini che in questi anni hanno smesso di credere di essere un pezzo importante della società. Donne e uomini assuefatti da un torpore che ha spento ogni reazione e ogni indignazione.

Dobbiamo insieme ritrovare il valore alto della parola POLITICa che non va ,mai disgiunto da difesa degli interessi e beni collettivi.E dunque, compgane e compagni, la partita culturale dobbiamo riaprirla anche al nostro interno.
ETICA e RIGORE MORALE dovranno essere valori imprescindibili per ognuno di noi e non pensare che valgono solo per gli altri.

In questi giorni del congresso, alcuni di noi hanno avuto l’opportunità di seguire il congresso dall’interessante angolo visuale dei forenlli e lavandini del ristorante.
E’ stato molto interessante, oltre agli interventi seguiti in TV, abbiamo assistito al congresso parallelo delle tante riunioni di delegazione…perché senza alcuna volontà di origliare…. visi e volti tesi e toni di voce spesso alterati….spesso ci è sfuggito il merito delle discussioni ma non il metodo.

E’ chiaro a tutti che la nuova politica non si costruisce evidenziando quel miscuglio di grillismo, giustizialismo dipietrista e populismo che ha fatto ampia breccia in tanti di noi. E’ chiaro che un partito con tante tessere non ha alcun valore se non si ricostruisce la militanza e il senso di appartenenza…. e questa è una storia che abbiamo visto nel PD….e non vorremmo contribuire a scrivere pagine simili
E’ evidente che la partecipazione non si garantisce solo con i metodi di voto ma è una dura pratica quotidiana di trasparenza e correttezza…
E’ chiaro che i territori devono poter fare le proprie scelte, ma non serve necessariamente contrapporci con enfasi leghista…riscopriamo il valore delle relazioni politiche umane e di reciproco rispetto e non dilunghiamoci troppo a discutere di METODI (importantissimi) tralasciando però il MERITO delle questioni.
L’uomo è ciò che mangia. (Ludwig Feuerbach)

In cucina c’è bisogno di un grande chef per fare grandi piatti. Ma se non ci sono gli chef in seconda, gli aiutanti, persino gli sguatteri e chi pela le patate, lo chef fa brutte figure, in tavola i piatti non arrivano.
E magari scoprire che ci sono più cuochi che camerieri, e anche se sai cucinare, il senso di umiltà ti fa andare a pulire i piatti altrimenti a tavola sarà difficile ritrovarsi insieme. E allora Nichi Vendola non sarà solo.