In merito alla prevista controriforma della scuola e al taglio dei finanziamenti alla scuola

gennaio 13, 2009 in News e iniziative da alessia

Il Consiglio regionale

Premesso che la protesta di questi ultimi mesi che ha accomunato in un grande movimento generale in tutto il Paese studenti di ogni ordine e grado, genitori, personale docente, ricercatori universitari, contro i decreti 137 e 133 emanati dal Governo, in materia di scuola e università;

Premesso, ancora, che questa protesta ha visto crescere, giorno dopo giorno, la mobilitazione con cortei, occupazione, manifestazioni degli insegnanti e degli studenti e di tutte le organizzazioni sindacali, sino alla proclamazione dello sciopero generale che si è svolto il 30 ottobre 2008;

Tenuto conto che il decreto 137, che prevede la drastica riduzione di risorse per la scuola, l’introduzione del maestro unico nella scuola elementare, la riduzione del tempo pieno, oltre a determinare forti preoccupazioni per la qualità e la quantità dell’offerta educativa nella scuola pubblica, soprattutto in quella elementare e per le serie conseguenze sull’occupazione, ha come obiettivo quello di smantellare un sistema formativo e pedagogico di eccellenza che ci vede ai primi posti nel mondo;

Tenuto conto che il decreto 133, attraverso i tagli ai fondi per l’università e la ricerca, spinge verso la trasformazione delle stesse in fondazioni di diritto privato con il fine della privatizzazione del sistema formativo pubblico e l’asservimento della ricerca a logiche puramente mercantili;

Considerato che, così come denunciano gli stessi studenti nelle loro manifestazioni, la grave crisi economica in cui versa l’economia reale del nostro paese non può essere pagata dalla scuola pubblica con i tagli previsti nella finanziaria;

Considerato, che l’attacco del Governo ha interessato in particolare la nostra regione, che ricordiamo è stata una delle prime in cui è partita la protesta contro i provvedimenti governativi,, con la decisione, ad esempio, della ministra Gelmini – immediatamente dopo le dichiarazioni del presidente del Consiglio di inviare le forze dell’ordine all’interno delle università italiane-, di avviare una ispezione negli atenei della nostra regione;

Considerato, inoltre, che l’attacco del Governo colpisce particolarmente la Toscana e le altre regioni che presentano una significativa diffusione di servizi educativi (tra gli altri il tempo pieno) e istituti scolastici diffusi sul territorio;

Impegna

la Giunta regionale

A agire nei confronti del Governo chiedendo la sospensione della discussione del decreto 137, all’ordine del giorno dei lavori del Senato di oggi;

A richiedere al Governo di aprire, a seguito dell’auspicata sospensione della discussione sul decreto, un confronto con tutte le componenti del mondo della scuola;

A intervenire nei confronti del Governo affinché lo stesso ripristini, a partire dai prossimi provvedimenti finanziari, le risorse necessarie a garantire qualità ed efficienza del sistema formativo italiano. Garantendo per questa via il rilancio della scuola pubblica e del ruolo pubblico della formazione a iniziare dalla stabilizzazione dei lavoratori precari di scuola, università e ricerca.

Impegna inoltre

la Giunta regionale

a verificare, in presenza dell’approvazione del cosiddetto decreto Gelmini, la sua legittimità costituzionale procedendo in questo senso ad impugnare lo stesso nelle sedi competenti.