Innalzamento età pensionabile per le donne nel pubblico impiego Giovannini e Petraglia (SD-Sinistra e Libertà): «Una scelta sbagliata e senza senso. Colpendo le donne si colpisce uno dei soggetti deboli della società»

luglio 13, 2009 in Comunicati Stampa da alessia

«Cercare di reperire risorse contro la crisi con l’innalzamento dell’età pensionistica per le donne nel pubblico impiego è una scelta sbagliata e senza senso». Così le consigliere regionali Alessia Petraglia e Bruna Giovannini di Sinistra Democratica-Sinistra e Libertà commentano la notizia dell’emendamento al decreto anti-crisi presentato oggi dal PDL per portare a 65 anni l’età alla quale le lavoratrici del pubblico impiego potranno andare in pensione. Le esponenti di SD-SL sottolineano inoltre come la maggioranza intenda intervenire in maniera inopportuna in una materia dove già è prevista la possibilità, per le donne che lo vogliano, di rimanere a lavorare sino al sessantacinquesimo anno di età. «Le donne sono ancora oggi uno dei soggetti deboli della nostra società, spesso costrette a dividersi tra il proprio lavoro e quello di cura della propria famiglia. La maggioranza che governa il Paese sceglie ancora una volta di colpire le donne, invece di reperire risorse facendo una operazione di giustizia redistributiva e agendo sulla lotta all’evasione ed elusione fiscale», aggiungono le consigliere regionali, ricordando la mozione approvata dall’assemblea legislativa regionale nel marzo scorso in cui si dichiarava la ferma contrarietà ad un annuncio simile fatto allora dal Ministro Brunetta. «Come già scrivemmo nella mozione di qualche mese fa – concludono Giovannini e Petraglia – prima di affrontare il tema dell’innalzamento dell’età pensionabile per le donne è necessario che siano garantite efficaci politiche attive per il lavoro femminile e risorse adeguate per servizi sociali ed educativi che consentano alle donne autonomi percorsi lavorativi».