Interrogazione urgente a risposta orale “Sulla vendita dello stabilimento Buitoni di Sansepolcro”

giugno 19, 2008 in In Regione, News e iniziative da alessia

Appreso dalla stampa che l’incontro promosso dalle istituzioni toscane e umbre nella giornata di martedì 17 giugno a Firenze non ha prodotto alcun ripensamento da parte della multinazionale Nestlè circa la volontà di uscire dalla produzione di pasta secca, all’uovo e fette biscottate e di vendere pertanto lo stabilimento Buitoni di Salsepolcro (Arezzo) alla Tmt Finance; 

Considerata la fortissima preoccupazione dei lavoratori, delle organizzazioni sindacali, delle categorie economiche locali, delle istituzioni locali e regionali sul futuro occupazionale e produttivo della Buitoni di Sansepolcro in caso di passaggio alla Tmt Finance della proprietà dello stabilimento nel quale sono impiegati circa 450 addetti interni più quelli coinvolti nell’indotto;

 Confermata la solidarietà piena alle lavoratrici ed ai lavoratori della Buitoni, la stragrande maggioranza dei quali, data anche la giovane età, ha legato la propria prospettiva di lavoro e di vita al futuro dello stabilimento Buitoni;

Valutata positivamente l’azione congiunta svolta dalle istituzioni regionali e locali toscane e umbre per cercare di riaprire un dialogo tra i vertici della Nestlè e quei potenziali acquirenti in grado di fornire credibili prospettive ai lavoratori ed alla realtà socio-economica della Valtiberina;

Richiamate le Mozioni n.552 e n. 555 approvate nella seduta del 27 febbraio 2008;

Interroga la Giunta regionale

1.      per conoscere ufficialmente le posizioni emerse tra le parti durante l’incontro del 17 giugno, l’andamento degli incontri tra le rappresentanze sindacali e la Nestlè, i reali impegni di Tmt Finance in relazione a strategia, investimenti, piano produttivo, tenuta dei livelli occupazionali;

per sapere quali ulteriori spazi d’iniziativa sono possibili – e perciò da intraprendere – al fine di scongiurare una mera azione finanziaria che potrebbe portare, come accaduto in altre circostanze e realtà, ad una drastica e drammatica riduzione dell’occupazione in Valtiberina.