Interrogazione urgente a risposta orale:In merito alla valorizzazione ed al pieno funzionamento delle strutture a custodia attenuata, destinate al trattamento socio-riabilitativo, di Firenze ed Empoli

ottobre 22, 2008 in In Regione, News e iniziative da alessia

premesso che gli Istituti penitenziari a custodia attenuata “Mario Gozzini” di Firenze e di custodia attenuata femminile di Empoli furono istituiti con l’obiettivo di realizzare delle strutture che avessero come finalità il trattamento socio-riabilitativo dei detenuti presenti, attraverso azioni orientate alla valorizzazione delle risorse territoriali ed alla partecipazione della comunità esterna all’azione di recupero e reintegrazione sociale degli stessi;

 premesso che l’istituzione di tali strutture venne attuata grazie alla collaborazione sancita da due protocolli d’intesa redatti tra il Ministero di Grazia e Giustizia, la Direzione Generale degli Istituti di Prevenzione e Pena, il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, la Regione Toscana, la Provincia di Firenze ed i Comuni di Firenze e di Empoli, in collaborazione con le A-USL territoriali;

 tenuto conto che, in particolare, il protocollo dell’istituto penitenziario fiorentino era teso a favorire la reintegrazione sociale di detenuti giovani adulti, tra i quali soggetti tossicodipendenti sottoposti a programmi di disintossicazione, mentre la Casa Circondariale di Empoli è stata trasformata in custodia attenuata femminile per destinarla al trattamento socio-riabilitativo per donne detenute con problemi di tossico/alcol dipendenza, e che oltre ad essere stata la prima esperienza al femminile di custodia attenuata, rimane a tutt’oggi l’unico istituto autonomo femminile per la cura, riabilitazione e reinserimento sul territorio di donne tossico/alcol dipendenti;

considerate le stime allarmanti indicate dallo stesso Ministero di Grazia e Giustizia, secondo le quali la percentuale di detenuti tossicodipendenti potrebbe coinvolgere fino al 60-70% della popolazione detenuta, rappresentando altresì l’alcolismo un problema fortemente rilevante all’interno degli Istituti di pena;

 tenuto conto della situazione di sovraffollamento che caratterizza gli Istituti di pena a livello nazionale e toscano, situazione tornata rapidamente ai livelli di urgenza esistenti prima del provvedimento di indulto ed in relazione alla quale, così come già sostenuto dallo stesso Garante per i diritti dei detenuti del Comune di Firenze Franco Corleone, è necessario avviare con urgenza un tavolo sullo stato generale, sulle tossicodipendenze ma anche sulle misure alternative che vanno in tutti i modi applicate alle pene più basse;

 considerato il DPCM del 1 aprile 2008 “Per la salute in carcere e delle relative linee di indirizzo”, il quale  trasferisce al Servizio sanitario nazionale  le funzioni sanitarie  svolte dal Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria individuando le strutture a custodia attenuata quali sedi di interesse regionale, tra le quali il funzionamento adeguato ed i criteri di accesso alle strutture a custodia attenuata, affidando alle Regioni la garanzia dell’espletamento delle suddette funzioni attraverso le Aziende Sanitarie Locali e richiedendo di conseguenza l’opportuno coordinamento tra tutte le istituzioni interessate;

 rilevato altresì che nelle linee di indirizzo allegato A del DPCM di cui sopra viene espressamente richiamata la necessità di provvedere, tra l’altro: a) alla definizione di specifici protocolli operativi per istituti e sezioni a custodia attenuata quali strutture sanitarie complesse sede di progettazione regionale terapeutica di riabilitazione, b) alla definizione di procedure per l’invio dei soggetti, qualora indicato e compatibilmente con le caratteristiche dei singoli, a sezioni od istituti a custodia attenuata, idonei per settings terapeutici più efficaci, con la previsione di precisi meccanismi per facilitare l’accesso ai colloqui e/o visite del detenuto da parte degli operatori;

 considerato, a fronte delle numerose richieste di ingresso presentate dai detenuti, l’attuale sottodimensionamento delle suddette strutture a custodia attenuata, le quali risultano occupate con un numero di detenuti altamente inferiore alle loro effettive potenzialità;

 considerato che tale sottodimensionamento risulta dovuto in particolare alla ristrettezza dei criteri di ammissione, attualmente definiti solo dall’amministrazione penitenziaria, in attesa del pieno trasferimento delle totalità delle funzioni attribuite al Servizio sanitario nazionale;

 tenuto conto di come l’esperienza delle strutture a custodia attenuata di Firenze e di Empoli rappresenti un esempio positivo di quanto abbiamo da sempre individuato come il principio della finalità rieducativa della pena ed il diritto delle persone detenute al reinserimento sociale e, più in generale, all’effettivo godimento dei diritti sociali e civili all’interno delle strutture restrittive della libertà personale;

 tenuto conto che, proprio a causa del loro limitato utilizzo, è attualmente a rischio la  stessa prosecuzione dell’ottima esperienza delle strutture a custodia attenuata di Firenze ed Empoli, che potrebbe essere interrotta per decisione unilaterale del Ministero di Grazia e Giustizia;

 tenuto conto delle numerose sollecitazioni già rivolte da questo Gruppo per un impegno attivo della Giunta regionale sul tema oggetto della presente interrogazione, da ultimo la mozione n.587,  approvata dall’Aula consiliare nella seduta del 23 aprile 2008;

 

interrogano il Presidente e la Giunta regionale

per conoscere

se intendano:

 – attivare la necessaria concertazione tra tutti i soggetti già coinvolti nella reazione dei Protocolli per dare piena attuazione al trasferimento delle funzioni sanitarie così come disposto dal DPCM citato e discutere congiuntamente della futura attività delle strutture di Firenze ed Empoli, onde evitare decisioni unilaterali in merito;

 – attivarsi per salvaguardare l’esperienza di tali strutture in particolare adoperandosi per la revisione nel senso di un ampliamento dei criteri di accesso.