La politica sanitaria in Lombardia fa ricchi gli Emirati arabi

novembre 14, 2017 in Comunicati Stampa, In Parlamento da alessia

La politica sanitaria della Regione Lombardia, a guida leghista, dimostra tutta l’ipocrisia di chi da un lato, per un pugno di voti in più, alimenta l’odio razzista contro gli immigrati e, dall’altro, fa gli interessi delle multinazionali straniere regalando, di fatto, la sanità pubblica agli Emirati Arabi.
E’ quello che penso a commento della ricerca di Aldo Gazzetti e Angelo Barbato del Forum per il Diritto alla Salute della Lombardia.
Infatti, uno dei gestori privati accreditati dalle Agenzie di Tutela della Salute di Milano, Monza Brianza e Insubria, è Alliance Medical. Alliance Medical, nonostante abbia in tutta la Lombardia solo tre centri di radiologia, due in provincia di Monza e uno in provincia di Como, è stata giudicata idonea ad erogare assistenza a malati con più di cinquanta patologie diverse, che spaziano dall’AIDS all’epilessia, al diabete mellito complicato, all’artrite reumatoide, di tutti i livelli di gravità. Alliance Medical è una società che fa capo a Dubai Holding, una delle più importanti finanziarie degli Emirati Arabi di cui lo sceicco Mohammed bin Rashid Al Maktoum, tra gli uomini più ricchi del pianeta ed attuale Primo ministro e vicepresidente degli Emirati Arabi Uniti nonché emiro di Dubai, detiene il 99% delle azioni.
Tutto ciò, con il bene placito del Governo nazionale, a guida PD, e della Ministra Beatrice Lorenzin che, oltre a non rispondere alla nostra interrogazione dello scorso giugno proprio sulla riforma sanitaria lombarda, con il governatore Maroni ha sottoscritto un protocollo, sul quale torneremo ad interrogare il governo, che di fatto avvalla una riforma anticostituzionale che sperimenta sui lombardi la privatizzazione della sanità pubblica in tutto il paese.
Intanto, grazie alla devastante riforma sanitaria lombarda, quella che mette nelle mani di gestori privati 3 milioni di malati cronici, in prevalenza anziani, affetti da svariate malattie, e che assorbono il 70% delle risorse pubbliche, a guadagnarci sarà chi è già abbastanza ricco e non si può proprio definire lombardo o italiano.