La tecno-ruota del Medioevo Sanitario

dicembre 21, 2012 in News e iniziative da alessia

Questo è l’intervento che il pediatra Paolo Sarti e io abbiamo scritto sulla “tecno ruota” inaugurata a Careggi. E’ stato pubblicato su La Nazione di Firenze

Che errore e che tristezza! Non ci sono altre parola per descrivere l’iniziativa dell’ospedale di Careggi di aprire una culla termica per i neonati non desiderati. Con questa iniziativa abbiamo portato la sanità Toscana nel Medioevo. In un colpo solo si rischia di cancellare tutto il lavoro che da anni la regione fa a sostegno della maternità e delle donne.

Se una donna decide di abbandonare il proprio figlio neonato e portarlo in modo autonomo in una culla termica al di fuori dell’ospedale vuol dire che il nostro percorso di sostegno alla maternità non ha funzionato perché non siamo riusciti a intercettare e comprendere la disperazione di una donna che non può (non vuole?) tenere il proprio figlio e non siamo riusciti ad accompagnarla in questo difficile scelta che porta all’abbandono del neonato. Mi chiedo quali sono stati i motivi che hanno spinto a questa iniziativa? Garantire l’anonimato? Un po’ difficile con le telecamere! E perché questa donna in cambio di un “anonimato” deve rinunciare ad essere assistita adeguatamente durante il parto? Ma esiste già un’apposita legge  (DPR 396/2000 art.30 comma 2 , “Madre segreta”) che consente di abbandonare il bambino in pieno anonimato, partorendo però presso una struttura pubblica così che sia assicurata la dovuta assistenza sanitaria e giuridica sia per la madre che per il figlio.  Oltre tutto abbandonare il figlio è un reato se questo abbandono non avviene nella completa tutela della salute del bambino. E quale tutela offre questa “ruota tecnologica” se nulla possiamo sapere di come si è svolto il parto, di quello che è accaduto subito dopo la nascita? Quello che accade nel periodo “perinatale” è fondamentale per assistere  in maniera adeguata sia la madre che il figlio. Abbandonare un neonato in una “ruota” anche se tecnologica e piena di sensori non garantisce tutto questo (assicura solo caldo e una corsa dei neonatologi, sperando che non sia successo nulla prima!) e quindi questo tipo di abbandono si prefigura comunque come un reato. Ciò significa allora che le procedure di adozione saranno inevitabilmente ritardate  per le dovute indagini, mentre la legge Madre Segreta assicura una tempestiva adottabilità, e anche questo è un vantaggio per il bambino (oltre che per i genitori adottivi).

Sarebbe stato più opportuno investire risorse per lavorare sulla prevenzione, sull’informazione, sull’accoglienza fisica e psicologica delle donne così come da anni fanno le operatrici e gli operatori socio-sanitari toscani pur con tutte le difficoltà che i continui tagli alla sanità. E dovremmo investire anche per far sapere che esiste (già dal 2000!) una legge che consente di partorire in ospedale e abbandonare il figlio in anonimato: cosa che evidentemente sembrava sfuggire anche agli operatori sanitari che ieri inauguravano “convinti” questa tecno-ruota. Anche se l’oggetto è stato offerto da privati (40.000 euro… spesi male), come è possibile che si sia potuto donare spazio pubblico (cioè di noi cittadini) per un’iniziativa che confligge con un corretto percorso di salute e civiltà?

Alessia Petraglia, SEL Toscana

Paolo Sarti, pediatra