Le Guerre Preventive e la violenza di oggi

luglio 26, 2016 in News e iniziative da alessia

Roma, 26 luglio 2016 – Prima in Afghanistan, poi in Iraq. Quindici anni fa è iniziato il tempo delle guerre preventive e  dell’esportazione della democrazia, il tempo dei Bush e dei Blair – stella polare di qualche zelante  primo ministro italiano – che hanno trascinato in un conflitto senza senso Europa e Stati Uniti. La  violenza e l’instabilità di oggi nasce qui.
Appena dieci giorni fa, il rapporto Chilcot, frutto di sette anni di lavoro, ha inchiodato alle sue
responsabilità l’ex premier inglese: l’invasione dell’Iraq del 2003 fu precipitosa, fatta sulla base di
informazioni di intelligence scorrette. I piani per il dopoguerra furono completamente inadeguati. Furono ignorate le conseguenze che la guerra avrebbe avuto, rispetto all’aumento delle minacce terroristiche ed  al rischio che le armi finissero nelle mani dei terroristi in Medio Oriente. USA e Gran Bretagna minarono  l’autorità dell’ONU. Anche il Patriarca caldeo Louis Raphael I ha affermato che “l’intervento armato a  guida occidentale contro Saddam Hussein del 2003 ha scatenato la spirale infernale in cui oggi siamo  immersi”. Quella guerra fu illegittima, uccise migliaia di civili innocenti ed ha alimentato odio e  risentimento verso un Occidente visto come solo formalmente democratico ed orientato invece  esclusivamente a tutelare i propri interessi economici.
Abbiamo preteso di esportare la democrazia.
Abbiamo importato solo barbarie.
Blair e Bush vanno portati
davanti al tribunale internazionale dell’Aja, vanno messi davanti alle proprie responsabilità, alle
stragi infinite che hanno causato, alla spirale di odio che hanno innescato.
Ed è grave che dopo tutto questo ci sia oggi chi in Francia come in Italia cavalca l’escalation dell’odio  in maniera irresponsabile, dando prova di inadeguatezza e inseguendo finalità elettorali, con proposte  idiote come quella del reato di estremismo islamico. Una guerra tra culture e religioni non ha motivo di  essere nel 2016: la vittoria della pace sarà la vittoria della tolleranza, la possibilità di abitare  insieme il pianeta rispettandosi gli uni gli altri. E’ questo, una società pacificamente multietnica,  multiculturale, multirazziale che gli estremisti ed i fanatici temono di più.
I fanatici e i dittatori: perché mentre l’Europa balbetta, in Turchia assistiamo alla sospensione dei
diritti di libertà e alla violazione delle democrazia. Altra violenza e altro odio che infiammano ancora  di più Europa, Mediterraneo e Medio Oriente.
All’alba di martedì 21 luglio gli aerei della coalizione hanno bombardato il villaggio di Tokkhar, dove circa duecento persone si erano rifugiate, uccidendo 117 persone, di cui 35 bambini. Ed il 24 luglio cinque ospedali da campo e una banca del sangue di Aleppo sono stati colpiti dagli aerei da guerra siriani e russi. Questi “errori” rafforzano o indeboliscono il terrorismo?
Siamo in grado di imparare le lezioni della storia?
Non si tratta di essere buonisti, ma piuttosto di comprendere questi fenomeni in profondità comprendendo che la spirale di odio e di vendetta è esattamente funzionale al disegno che i terroristi si prefiggono.
Non cadiamo nella trappola.