Legge elettorale. Petraglia (SD), Lupi (Verdi) e Montemagni (Misto): “una brutta legge ad uso e consumo di PD e PDL”

luglio 29, 2009 in Comunicati Stampa da alessia

Presentati emendamenti per ridurre a 50 i consiglieri, reintrodurre le preferenze, garantire parità di genere ed abbassare lo sbarramento

“In piena estate PD e PDL in Toscana hanno fatto un accordo sulla legge elettorale che non condividiamo perché anziché migliorare la brutta legge in vigore la peggiora ulteriormente”. Questa la posizione che i consiglieri regionali dei gruppi di Sinistra Democratica, Verdi e Misto hanno espresso in aula in occasione del dibattito sulla nuova legge elettorale. Nei loro interventi i consiglieri regionali hanno più volte ribadito le ragioni della loro contrarietà alla proposta presentata da PD e PDL, a partire dal fatto che essa non prevede la riduzione del numero dei consiglieri regionali a 50. “Si tratta di una scelta incomprensibile soprattutto in una fase di crisi che colpisce famiglie e lavoratori e che chiede alla politica di dare segnali forti di riduzione dei propri costi”, sottolineano Alessia Petraglia, Mario Lupi e Marco Montemagni, capigruppo di SD, Verdi e Misto. Essi aggiungono come la proposta PD-PDL non dia risposta ad un’altra esigenza fortemente sentita dai cittadini, cioè quella di potere scegliere i propri rappresentanti: “non solo si mantengono le liste provinciali bloccate, ma si aumentano anche le dimensioni delle liste regionali, senza introdurre le preferenze e mantenendo un sistema che produce non eletti ma nominati dalle segreterie dei partiti”. “Inoltre in questi listini bloccati non si prevede nemmeno la parità uomo-donna, lasciando la parità di genere ad una molto aleatoria buona volontà dei partiti”, ricordano Petraglia, Lupi e Montemagni, sottolineando inoltre come la proposta dei due partiti maggiori introduca senza motivo e a freddo una soglia di sbarramento del 4% rivolta verso le forze politiche medie e piccole che, al centro, a destra o a sinistra non si riconoscono nel PD o nel PDL. Su questi punti i tre gruppi hanno presentato emendamenti, tesi a portare il numero dei consiglieri a 50, ad introdurre le preferenze, a prevedere l’alternanza uomo-donna nelle liste, e a portare lo sbarramento ad una soglia che al tempo stesso garantisca governabilità e rappresentanza. Emendamenti che sino ad ora non hanno incontrato nessun tipo di disponibilità da parte di PD e PDL. “Con questa scelta – affermano i consiglieri regionali – il PD si è assunta la responsabilità di privilegiare un rapporto con il partito di Berlusconi rompendo un rapporto di unità e solidarietà con gli alleati di sinistra. Tutto ciò senza alcuna ragione politica, visto che in Toscana la coalizione di centro-sinistra non ha mai conosciuto un giorno di crisi ed ha dimostrato di governare bene. La verità è da un lato che si fa una legge elettorale per rispondere alle esigenze particolari di PD e PDL facendo fare a queste due forze il pieno dei seggi. Dall’altro si vuole imporre un bipartitismo coatto al posto di un bipolarismo tra due grandi alleanze, centrosinistra-controdestra, riproponendo da parte del PD in Toscana una linea che speravamo superata della autosufficienza che tanti danni ha fatto. Noi comunque – concludono Petraglia, Lupi e Montemagni – non defletteremo dal nostro impegno per costruire una sinistra nuova, utile e popolare, in Toscana come in Italia ed un centro-sinistra in grado di battere Berlusconi ed il centro-destra e di governare per dare quelle risposte che i cittadini si aspettano”