Legge Stabilità, sen. Petraglia (SEL): “La resa della politica davanti all’economia”

novembre 26, 2013 in Comunicati Stampa, In Parlamento da alessia

“E’ chiaro ormai a tutti che questa legge che dovrebbe chiamarsi di stabilità, ha come obiettivo soltanto quello di stabilizzare precariato e licenziamenti e il Governo se ne assumerà tutta la responsabilità”. Così la senatrice toscana di Sinistra Ecologia e Libertà Alessia Petraglia intervenendo in aula durante la discussione della Legge di Stabilità.

“Questa – ha dichiarato– sarebbe dovuta essere l’occasione per tradurre in proposte concrete e poste numeriche alcune priorità, come un piano straordinario per il lavoro, investimenti nell’istruzione, nella cultura, nell’innovazione, interventi per la riduzione della corruzione e per il risanamento ambientale. Quella che ci troviamo davanti è, invece, una legge di stabilità imbarazzante, non tanto per le decisioni che consideriamo sbagliate, ma perché manca di qualsiasi scelta strategica. E’ la resa totale della politica all’economia, l’ammissione da parte della classe dirigente che ha governato il nostro Paese del proprio fallimento”.

“Proprio il quadro di austerità e rigore poteva e doveva spingerci nella direzione di ripensare a un modello di sviluppo – ha proseguito Petraglia – Per uscire dalla crisi servono misure chiare che possano spostare le risorse dalle rendite alle attività produttive; serve tassare di più, in linea con altri Paesi, le rendite finanziarie ed i patrimoni e detassare il lavoro e l’impresa”.

“Non è accettabile – ha detto ancora la senatrice – che ancora una volta sia stato respinto l’emendamento per la stabilizzazione dei ricercatori, come accade ogni volta da oltre venti anni. Si parla tanto del modello tedesco, un modello che ha investito in ricerca, tecnologia, qualità e, prima di tutto, sull’educazione. Proviamo allora a seguire quell’esempio: investiamo nel diritto allo studio, investiamo nell’edilizia scolastica ed universitaria e nel fondo di finanziamento ordinario dell’università”.

“Ci rammarica, infine, l’ennesima sconfitta dell’emendamento sugli Enti lirici, quello che abbiamo discusso in occasione del decreto cultura e poi nel decreto sulla pubblica amministrazione, che prevede la possibilità di non creare esuberi, stabilizzando i lavoratori. Ancora una volta – ha concluso Petraglia – questo emendamento, ampiamente condiviso, è stato respinto”.

Firenze, 26 novembre 2013