Leggi chiare e un tavolo con lavoratori e Istituzioni per salvare il Maggio

giugno 10, 2013 in Comunicati Stampa da alessia

“Per salvare il Maggio non servono leggi speciali, ma leggi chiare che individuino risorse certe. Chiederemo al ministro Bray di convocare un tavolo con lavoratori ed Istituzioni per cambiare una volta per tutte il corso di questa storia dai contorni sempre più drammatici per i lavoratori e per le lavoratrici, la cui professionalità rappresenta l’anima di un patrimonio culturale immenso”. Così la senatrice toscana di Sinistra Ecologia e Libertà e membro della Commissione Cultura di Palazzo Madama, Alessia Petraglia, al termine dell’assemblea dei lavoratori delle Fondazioni lirico-sinfoniche, convocata oggi a Roma da CGIL, CISL, UIL e FIALS, alla quale ha preso parte insieme alla responsabile nazionale cultura di SEL Cecilia D’Elia.

“Abbiamo ascoltato con molto interesse lavoratori, direttori e sovrintendenti dei più importanti teatri italiani, dalla Fenice al Petruzzelli alla Fondazione Arena di Verona – spiega Petraglia – In tutti i casi ci siamo trovati davanti a storie difficili, di grandi patrimoni culturali in dismissione, nella totale impotenza da parte degli enti locali se non, addirittura, in aperto contrasto con i sindaci”.

“Che cosa sta succedendo nel nostro Paese? – prosegue Petraglia – E’ possibile rinunciare a una risorsa come la cultura per il rilancio della nostro economia? Nessun altro settore – aggiunge – ha conosciuto politiche di austerity stringenti come quello della cultura. Non possiamo correre il rischio di diventare un paese povero materialmente e ignorante, non possiamo perdere le nostre eccellenze per colpa di una politica miope che rinuncia ad investire risorse ed idee nel nostro patrimonio culturale”.

“In questi tempi di crisi – dice ancora Petraglia – Francia e Inghilterra hanno aumentato gli investimenti in cultura, mentre in Italia abbiamo assistito a tagli progressivi del FUS senza che si mettesse in campo nessun’altra iniziativa. Anzi, il tanto sbandierato arrivo dei privati, in realtà, ha corrisposto ad una precisa scelta di deresponsabilizzazione del pubblico”.

Di questo quadro preoccupante, il caso del Maggio Fiorentino – rappresentato quest’oggi da un nutrito gruppo di lavoratori con indosso la maglietta “Io sono il Maggio” – è, secondo Petraglia, paradigmatico: “La storia del Maggio parla per tutte le altre – spiega – Anni di scelte poco chiare e politicamente sbagliate, nessuna assunzione di responsabilità da parte della politica e dei sovrintendenti hanno fatto sì che oggi siano i soli lavoratori a pagarne le conseguenze”.

“La politica – conclude Petraglia – deve avere il coraggio di fare scelte coerenti e vere. Chi governa non può continuare con gli slogan elettorali, con l’invocare leggi speciali e poi approvare decreti che innalzano l’età pensionabile di attori, cantanti e ballerini per adeguarsi alla legge Fornero. Per salvare il Maggio dobbiamo avere il coraggio di cambiare, di creare leggi chiare che individuino risorse certe nel tempo: chiederemo al ministro Bray di convocare quanto prima un tavolo congiunto con i ministeri dell’economia e del lavoro, con i lavoratori, gli enti locali, la Regione”.