Livorno: A fianco di una città ferita

settembre 12, 2017 in In Parlamento da alessia

Oggi piangiamo le vittime di un nubifragio tremendo che ha colpito la città di Livorno. Un bilancio tragico.
Oggi in Aula abbiamo chiesto la collaborazione di tutte le istituzioni per sostenere la città in questo momento e abbiamo chiesto che tra le priorità del Governo, nazionale e locale, venga inserita la prevenzione, tutela e cura del territorio.
Il mio intervento in Senato.

Siamo vicini e addolorati per le vittime di Livorno, per la città e per le famiglie colpite da danni immensi e che sono fuori casa.
Ancora una volta ci ritroviamo in quest’Aula a parlare di un’altra tragedia, come ormai capita troppo spesso. Eppure, la concentrazione di acqua caduta in poche ore è stata talmente tanta che di fatto ha portato la città sott’acqua. Purtroppo sono otto le persone morte, tanti i feriti e tantissimi i danni alle abitazioni, ai negozi, alle aziende e ai terreni appena coltivati.
Al di là dei ritardi, dei colori delle allerta meteo, delle responsabilità nella gestione dell’emergenza, su cui ovviamente sarà necessario fare chiarezza (e rispetto alle quali vorrei dire che nessuno potrà mai sottrarsi, né i vecchi né i nuovi amministratori), il gioco al rimbalzo di responsabilità cui abbiamo assistito nelle ore immediatamente successive alla tragedia è stato davvero doloroso: dolore che si aggiunge a dolore.
Quanto accaduto a Livorno mette ancora una volta in chiaro un tema su cui abbiamo discusso spesso in quest’Aula, cioè sul fatto che l’Italia è un Paese sempre più insicuro. I cambiamenti climatici e una pianificazione territoriale fondata sull’improvvisazione e sugli interessi di parte ci hanno consegnato un Paese fragile, continuamente esposto a rischi, dove l’azione di risanamento idrogeologico troppo spesso si è fermata soltanto agli impegni elettorali e poi non ha trovato seguito nelle azioni di Governo. Il nostro Paese ha quindi bisogno di cura e di prevenzione, come ci dicono le zone di Salviano, Montenero, Collinaia e le tante altre zone di Livorno che in queste ore sono ancora ricoperte dal fango. Siamo inoltre fortemente preoccuparti per le notizie di queste ore di ulteriori danni ambientali. Livorno è anche una città industriale in cui si trasformano prodotti altamente inquinanti e le notizie che arrivano dallo stabilimento ENI di Stagno ci preoccupano non poco.
Come spesso accade, dinanzi a questi eventi abbiamo tutti assistito alla grande risposta dei cittadini livornesi che hanno agito con grande spirito di solidarietà, intervenendo soprattutto laddove molto spesso le istituzioni e le Forze dell’ordine non riuscivano e non sono ancora potuti arrivare. Penso, ad esempio, a quanto è accaduto al circolo ARCI di Salviano, dove i ragazzi della Curva Nord, tifosi del Livorno Calcio, sono diventati, insieme a tanti cittadini, ai portuali, ai ragazzi ospiti di un centro di accoglienza, alle associazioni di volontariato della città, ma direi della Regione, alle Forze dell’ordine, ai Vigili del fuoco, gli angeli del fango della città di Livorno.
Adesso, però, siamo dinanzi a un’emergenza e tutte le istituzioni devono collaborare per ripulire Livorno dal fango e riportare a casa propria, come nelle proprie attività, tutte le persone colpite.
Ma se Livorno insegna qualcosa, allora si inserisca subito tra le priorità dell’azione di governo nazionale, regionale e degli enti locali la prevenzione, la tutela, la cura e la manutenzione del territorio: migliaia di piccole grandi opere che possano mettere in sicurezza il Paese, limitare i costi per i danni e le emergenze, per consentire ad ognuno di sentirsi al sicuro in casa propria, perché è davvero inaccettabile morire per pioggia.