Mozione: A sostegno del ripristino del fondo unico per lo spettacolo (FUS)

luglio 29, 2009 in In Regione, News e iniziative da alessia

Il Consiglio regionale

Considerato che la qualità della vita in una società contemporanea viene definita da fattori quali sviluppo economico, pari opportunità d’accesso al lavoro e alla formazione, tutela ambientale, e non ultimo lo sviluppo culturale, che non a caso i nostri padri costituenti hanno collocato tra i principi fondamentali della nostra Costituzione;

Tenuto conto che la cultura non è un bene superfluo ma fa parte delle prime necessità di un territorio e ne è elemento fondamentale per l’identità, lo sviluppo e la coesione sociale;

Atteso che la qualità dell’offerta culturale e dell’impiego in questo settore molto dipende anche dagli investimenti pubblici che lo qualificano;

Ricordato che il fondo unico per lo spettacolo (FUS), istituito con legge 30 aprile 1985, n. 163 (Nuova disciplina degli interventi dello Stato a favore dello spettacolo), è lo strumento finanziario attraverso il quale lo Stato sostiene le attività del settore dello spettacolo (cinema e spettacolo dal vivo) e che ogni anno tale fondo è rifinanziato con la legge finanziaria e ripartito tra i vari settori con un decreto del Ministro per i beni e le attività culturali;

Visto che la gestione del FUS consente di assegnare contributi ad enti, istituzioni, organismi ed imprese operanti nei settori delle attività cinematografiche, musicali, teatrali, della danza, delle attività circensi e dello spettacolo viaggiante, nonché di sostenere e promuovere manifestazioni e iniziative di rilievo nazionali;

Ricordato altresì che:

– con legge finanziaria 2007 il Governo Prodi aveva provveduto a reintegrare il FUS di 50 milioni di euro all’anno per il triennio 2006-2008, prevedendo una dotazione di 444 milioni di euro per il 2007 e 544 milioni di euro per gli anni 2007 e 2008;

– che la legge finanziaria 2009 ha decurtato il FUS di circa 200 milioni di euro;

Considerato che l’assoluta inadeguatezza delle risorse finanziare destinate alla produzione e all’industria dello spettacolo da parte del Governo potrebbe determinare, di fatto, la chiusura di interi settori di attività, settori che al contrario hanno rilevanza strategica per il superamento della crisi in atto del Paese, sia in quanto volano dell’economia nazionale sia perchè la cultura è anche lavoro, sviluppo, opportunità di nuovo lavoro;

Rilevato lo scarso interesse fin qui mostrato dal Governo per le politiche del settore dello spettacolo, nonché lo stato in cui versano, tra l’altro, le fondazioni lirico-sinfoniche, il cinema italiano e lo spettacolo dal vivo che necessiterebbero di interventi urgenti e di politiche di riforma per tutto il settore dello spettacolo;

Ritenuto altresì che l’arte e lo spettacolo sono da considerarsi un investimento per il futuro a tutti gli effetti e non una questione da affrontare in termini di mera spesa;

Ricordato che in Italia il numero dei lavoratori nel settore dello spettacolo è di circa 250.000 persone tra artisti, autori, tecnici, operatori, maestranze;

Considerata la rilevante incidenza esercitata dai finanziamenti statali del FUS sul buon andamento e il sostegno alle istituzioni culturali in tutto il Paese e in tutti i settori dello spettacolo e che il taglio delle risorse al FUS comporta di fatto una riduzione della quantità e della qualità delle produzioni, il ridimensionamento dell’attività complessiva, la riduzione dei posti di lavoro per il settore;

Considerato anche che le minori risorse derivanti dai tagli al FUS determinano ripercussioni negative anche in Toscana andando ad incidere sull’attività delle istituzioni dello spettacolo operanti nell’intero territorio regionale e sull’intero sistema regionale dello spettacolo;

Tenuto conto che il taglio operato sul FUS è molto rilevante per il comparto ma non particolarmente significativo ai fini del bilancio dello Stato;

Considerato che il Ministro per i beni e le attività culturali Sandro Bondi non più tardi di qualche settimana fa aveva espresso rassicurazioni ai sindacati ed alle associazioni di categoria riguardo ad un ripristino del fondo ai livelli del 2008;

Tenuto conto che lo scorso 26 giugno 2009 il Consiglio dei Ministri ha approvato un decreto legge nel quale non è contemplato alcun ripristino dei fondi decurtati dalla legge finanziaria 2009;

Impegna

la Giunta regionale

Ad intervenire nei confronti delle presidenze di Camera e Senato e dei gruppi parlamentari affinché – in sede di discussione parlamentare – venga ripristinato nel decreto legge approvato dal Consiglio dei Ministri lo scorso 26 giugno 2009 il FUS almeno ai livelli stabiliti dalla legge finanziaria 2007 per il triennio e sottratti al fondo unico per lo spettacolo con la legge finanziaria 2009.