Mozione: Collegata all’approvazione del piano regionale di risanamento e mantenimento della qualità dell’aria 2008-2010

giugno 25, 2008 in In Regione, News e iniziative da alessia

Il Consiglio regionale

Riconosciuto :

che l’inquinamento dell’aria produce effetti dannosi per la salute umana e per l’ambiente e che dall’esposizione ad inquinanti dell’aria, oltre i valori limiti, vi sono effetti a lungo termine (malattie cardiorespiratorie e neoplastiche) mentre a breve termine, sugli individui particolarmente fragili le variazioni orarie o giornaliere delle concentrazioni di inquinanti possono produrre effetti potenzialmente letali;

che in particolare alcune sostanze inquinanti come il PM10 le cosiddette polveri fini e sottili incidono ogni anno sulla salute di molte persone e che gli incrementi di PM10 sopra il valore limite di 20 mcg/mc sono responsabili in Italia di più di ottomila decessi l’anno (9 per cento della mortalità totale);

che nelle maggiori città d’Italia il limite di trentacinque giorni di sforamento annuale era stato raggiunto già alla fine di marzo (studio Apat), che solo alcune città erano riusciti e a rispettare il vincolo della media annuale di 40 ug/m3 di PM10 e nessuna di esse raggiungeva la media di 20 ug/m3 limite da raggiungere entro il 2020;

Ricordato gli indirizzi e le direttive dell’Unione europea (UE):

che per la protezione della salute umana la direttiva 1999/30/EC introduceva due limiti differenti per il PM10:

in una prima fase, entro il 2005, un limite per la media giornaliera di cinquanta ug/m3 e che non doveva essere superato per più di trentacinque volte in un anno e una media annuale che non doveva superare il limite di 40 ug/m3. Che per la tutela della qualità dell’aria ambiente contenuta nel sesto programma di azione si propone l’obiettivo di raggiungere livelli di qualità dell’aria che non comportino impatti o rischi inaccettabili per la salute umana e per l’ambiente;

che il 21 maggio 2008 ha approvato una nuova direttiva relativa alla qualità dell’aria ambiente e per un’aria più pulita:

– introduce obiettivi per il PM 2.5 considerati inquinanti più pericolosi.

– per le polveri fini, PM10, e l’ozono troposferico è necessaria l’adozione di ulteriori provvedimenti specifici;

– laddove i problemi si concentrano in alcune zone e città dove si registra la concentrazione di molte sorgenti inquinanti (impianti di riscaldamento e condizionamento degli edifici, trasporti e attività industriali) e dove sono presenti particolari climatiche e geografiche indica le autorità locali e regionali responsabili ad intervenire per ridurre le emissioni;

Ricordato il quadro normativo nazionale:

che stabilirà l’obiettivo di riduzione dell’esposizione al PM2,5;

che conferma per il PM10 gli attuali valori limiti di 40 ug/m3 come media annua e di 50 ug/m3 come media giornaliera;

che con legge 1 giugno 2002, n. 120 ratifica l’adesione della UE al Protocollo di Kyoto per raggiungere l’obiettivo di ridurre entro il 2012 le emissioni di CO2 del 6,5 per cento;

Sottolineato:

che comunità scientifica e politica hanno sempre maggiore consapevolezza delle strette connessioni tra le politiche di riduzione delle emissioni dei gas ad effetto serra (Protocollo di Kyoto) e quelle di riduzione delle sostanze inquinanti che determinano l’inquinamento atmosferico;

che il piano regionale di azione ambientale (PRAA) 2007-2010 assume il macroobiettivo C1 “ridurre la percentuale di popolazione esposta ad inquinamento atmosferico individuando come obiettivo specifico la redazione del piano regionale di risanamento e mantenimento della qualità dell’aria (PRRM)”;

che il PRRM recepisce e dà attuazione alle priorità espresse dal PRAA indirizzate al risanamento ed al mantenimento della qualità dell’aria e alla riduzione delle emissioni de gas serra;

che il PRRM “fa proprio il principio di integrazione fra le diverse politiche settoriali coinvolte nella soluzione del problema dell’inquinamento atmosferico, recependo in particolare la strategia di integrazione tra politiche ambientali e politiche della mobilità ed energetiche, all’origine di rilevanti pressioni in termini di inquinamento dell’aria soprattutto nei centri urbani, e tra politiche ambientali e politiche sanitarie.”

Ricordato:

che il PRRM individua ulteriori atti, assunti con l’approvazione del piano medesimo, che la Giunta e Consiglio regionale devono adottare al fine di dare piena attuazione al PRRM.

Gli impegni successivi ;

Entro tre mesi dall’approvazione del piano l’adozione delle linee guida sulla valutazione della qualità dell’aria e sull’utilizzo di mezzi mobili;

Entro sei mesi dall’approvazione del piano:

– piano stralcio per la definizione di valori limiti di emissione per nuovi impianti produttivi e criteri per la loro localizzazione;

– direttive tecniche (piano stralcio) per le procedure di VIA;

– piano stralcio per la tutela della qualità nelle aree geotermiche;

Entro dodici mesi dall’approvazione del piano:

– piano stralcio per l’utilizzo di combustibili vegetali nelle zone di risanamento;

– piano stralcio per l’utilizzo dei combustibili liquidi ad uso riscaldamento su tutto il territorio regionale.

Valutato positivamente impostare in tempi brevi una legge regionale di riordino delle competenze attribuite con precedenti atti e di aggiornamento a quando disposto dalla parte quinta del decreto legge 3 aprile 2006, n. 152 (Norme in materia ambientale), con l’obiettivo di caratterizzare tale legge come testo unico regionale in materia di gestione della qualità dell’aria dell’ambiente e di strumento di integrazione con le altre politiche regionali.

Tutto ciò premesso;

Rilevato che lo stato della qualità dell’aria in Toscana:

– nonostante un decremento costante sia dei valori della concentrazione media annua sia del numero dei superamenti nell’arco dell’anno del valore limite espresso come media giornaliera, presenta ancora in alcune zone del territorio regionale criticità per il materiale particolato fine PM10 e in misura minore per il biossido di azoto NO2 e l’ozono O3 nel periodo estivo;

– che permangono ancora quattro zone di risanamento: comunale (Grosseto, Montecatini Terme, Viareggio), di Pisa-Livorno (comprendente anche Cascina) della Piana Lucchese (Capannori, Lucca e Porcari) dell’area metropolitana Firenze-Prato (Bagno a Ripoli, Calenzano, Campi Bisenzio, Firenze, Lastra a Signa, Scandicci, Sesto Fiorentino e Montelupo Fiorentino, Prato e Montale) perché presentano il superamento di almeno un valore limite per una sostanza inquinante e pertanto classificati C, che interessano il 36 per cento della popolazione residente.

Che i livelli di PM10 misurati nella città di Firenze, ed omogenei per l’area della piana (per circa il 72 per cento sono attribuibili alla mobilità);

– nel triennio esaminato dal rapporto dell’organizzazione mondiale della sanità i valori sono di 43,4 mcg/mc (media giornaliera) nel 2002-2004 e che essi rappresentano una riduzione di 2,6mcg/mc rispetto al periodo 1999-2001 (studio Misa) mentre i dati di qualità dell’aria del triennio 2005-2008 si sono ridotti del 14 per cento (Agenzia regionale di sanità -ARS)

– che le fonti di emissione del PM10 secondo il rapporto dell’OMS è per il 47 per cento di origine autoveicolare e lo studio Hearts, su tre città pilota tra cui Firenze, stima che le opere di viabilità, quando realizzate, potranno comportare una riduzione del PM10 del 38 per cento e che di conseguenza la realizzazione delle opere in corso porterà i livelli di PM10 dagli attuali valori di 43,4 mcg/mc nella migliore delle ipotesi a 26,8 mcg/mc;

– rilevato dunque che i livelli medi giornalieri attuali sono ancora lontani dal limite della UE e che ad opere pubbliche realizzate essi scenderanno sensibilmente a 26,8mcg/mc pur rimanendo comunque sopra i limiti della UE;

Che le emissioni di PM10 primario nel comune di Livorno derivano per il 58 per cento dalle attività industriali che comprendono anche la produzione di energia e per il 34 per cento dal settore della mobilità di cui un terzo derivante dalle attività portuali;

Che ad oggi l’Ente nazionale energia elettrica (ENEL) riconferma il suo giudizio di “non strategicità” della riconversione a gas le centrali a carbone di Piombino e Livorno;

Che per quanto riguarda lo sviluppo delle energie alternative, in particolare a riguardo delle risorse geotermiche, andranno seguite con attenzione le indicazioni per il miglioramento delle prestazioni delle centrali esistenti e ai nuovi impianti sull’adozione di nuove tecnologie di abbattimento delle sostanze inquinanti e per l’innovazione di sistemi di controllo accurati per garantire la tutela della popolazione.

Ricordato infine che la Giunta dovrà fornire un documento di monitoraggio e valutazione dello stato di attuazione del PRRM annualmente.

Preso atto delle criticità che ancora permangono;

Invita

la Giunta regionale

1) A rispettare il cronoprogramma dei tempi per l’adozione degli ulteriori atti necessari descritti in narrativa per la piena attuazione del PRRM dandone informazione alla commissione competente;

2) A predisporre quanto necessario al fine di adottare entro l’anno 2009 la legge regionale di riordino delle competenze e aggiornamento, avente valore di testo unico regionale in materia di gestione della qualità dell’aria ambiente e di strumento di integrazione con le altre politiche regionali;

3) A predisporre entro sei mesi uno studio di approfondimento e verifica degli indirizzi al fine del raggiungimento degli obiettivi per le zone di criticità ambientale classificate in C per le quali è richiesta la redazione di uno specifico piano o programma di risanamento.