Mozione: Contro le politiche del Governo in materia di università e ricerca

ottobre 15, 2008 in In Regione, News e iniziative da alessia

Il Consiglio regionale

Premesso che l’Italia, tra i primi posti a livello internazionale per produzione scientifica, resta tuttora molto lontana dagli obiettivi europei sulla formazione, in quanto decisamente indietro in relazione alla spesa annua per studente e tra le ultime posizioni in Europa per spesa totale destinata all’università rispetto al prodotto interno lordo (PIL) (0,9 per cento contro 1,3 per cento della UE); per quota di spesa pubblica per l’università (1,6 per cento contro 2,8 per cento della media UE), per spesa totale destinata alla ricerca rispetto al PIL (1,09 per cento contro il 2,26 per cento della media UE), in completa disapplicazione dell’impegno assunto dal Consiglio di Lisbona per un raggiungimento, nel 2010, di una quota di risorse destinate alla ricerca non inferiore al 3 per cento del PIL;

Considerato che ricerca e formazione sono risorse determinanti anche ai fini dello sviluppo e della competitività del Paese, e lo saranno ancora di più in questa difficile fase che sta attraversando l’economia internazionale e nazionale;

Rilevato come il sistema universitario e della ricerca italiano richiedano un percorso di analisi approfondita e un ampio confronto al fine di elaborare una adeguata e irrinunciabile riforma che ponga al centro gli obiettivi di Lisbona, ovvero la strategia europea che individua nella conoscenza il fulcro di un nuovo sviluppo economico e sociale, che dia maggiore attenzione agli studenti dalla laurea al dottorato di ricerca, che premi il merito e apra le porte ai giovani talenti;

Preso atto di come nella già problematica situazione in cui versa il sistema universitario italiano e della ricerca sia intervenuta invece la legge del 6 agosto 2008, n.133 (Conversione in legge, con modificazioni, del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112, recante disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitivita’, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria) che prevede:

– una riduzione annuale, fino al 2013, del fondo di finanziamento ordinario di 467 milioni di euro (taglio del 6 per cento) e una riduzione del 46 percento sulle spese di funzionamento;

– una drastica riduzione del turn over pari al 20 percento (su cinque che vanno in pensione uno solo verrà assunto) nel periodo 2009-2013 (in termini finanziari ciò equivale a -64 milioni di euro nel 2009, -190 milioni di euro nel 2010, -316 milioni di euro nel 2011, -417 milioni di euro nel 2012, -455 milioni di euro nel 2013);

– per gli enti di ricerca una riduzione del 20 per cento nel 2009, mentre dal 2010 al 2013 ogni unità di personale che esce potrà essere sostituita da una sola unità di personale in entrata e non in base al valore economico “liberato” (un dirigente di ricerca libera un valore economico che corrisponde a più unità di personale al primo impiego);

Segnalato, inoltre, come ad aggravare la situazione si aggiunga la scelta del Governo di introdurre, mediante emendamento al disegno di legge 1441 (Delega al Governo in materia di lavori usuranti e di riorganizzazione di enti, misure contro il lavoro sommerso e norme in materia di lavoro pubblico e di controversie di lavoro), la sospensione delle procedure di stabilizzazione dei lavoratori precari, con l’effetto di andare ad incidere ulteriormente sulle attività universitarie e particolarmente nel settore della ricerca, mortificando le legittime aspettative dei tantissimi precari del settore ad alto contenuto professionale e incidendo sul mantenimento del patrimonio di conoscenze e saperi negli atenei e negli enti di ricerca nazionali;

Considerata la forte mobilitazione maturata in questi giorni negli atenei toscani, sia fra il personale docente, della ricerca e tecnico-amministrativo, che fra gli studenti, in contrasto alle politiche del Governo in materia di università e ricerca, particolarmente in riferimento alle decisioni assunte con la manovra finanziaria 2009 sopra evidenziate e contro l’ipotesi di trasformazione degli atenei in fondazioni di diritto privato sancita dalla manovra medesima (articolo 16 del d.l. 112/08);

Ricordato come fin dal varo del decreto legge 112 i maggiori organi di rappresentanza delle università italiane CUN (Consiglio universitario nazionale) e CRUI (Conferenza dei rettori delle università italiane) hanno contestato le misure relative all’università e alla ricerca, in ragione degli effetti che queste andranno a produrre sulla funzionalità stessa del sistema degli atenei e sulla qualità della ricerca italiana;

Ravvisato come anche sotto il profilo del metodo il processo attivato dal Governo e sostenuto dalla maggioranza parlamentare sia da stigmatizzare, in ragione di un mancato confronto con gli attori del sistema;

Esprime

Netta contrarietà per le scelte operate da parte di Governo in materia di università e ricerca per le ragioni in premessa, e viva preoccupazione per gli effetti che queste sortiranno sulla qualità della didattica e della ricerca in Italia e, conseguentemente, sulla capacità di mantenere nell’ambito nazionale saperi e competenze necessarie alla crescita culturale, tecnologica e produttiva del paese;

E invita

Il Presidente della Giunta regionale

– a rappresentare nella sede della conferenza Regione – Università della Toscana, l’adesione della Regione alle posizioni critiche espresse dagli atenei toscani;

– a promuovere, in sede di conferenza Stato – Regioni, una posizione comune delle regioni italiane indirizzata a richiedere una profonda modifica delle norme di cui alla legge 6 agosto 2008, n.133, (Conversione in legge, con modificazioni, del decreto legge 25 giugno 2008, n.112, recante disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria), tale da ricostituire l’ammontare delle risorse originariamente previste e le condizioni per consentire il mantenimento all’università e ricerca italiana delle risorse umane d’eccellenza interessate dal processo di stabilizzazione dei lavoratori precari di cui alla legge 27 dicembre 2006, n. 296 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato – legge finanziaria 2007) e legge 24 dicembre 2007, n. 244 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato – legge finanziaria 2008);

– a contrastare ogni ipotesi di ulteriore indebolimento della formazione e della ricerca italiane, richiedendo il coinvolgimento di tutti i soggetti istituzionali e non operanti nel sistema universitario e della ricerca per l’elaborazione di una riforma all’altezza del ruolo strategico che essi rivestono nell’ambito delle politiche pubbliche per lo sviluppo e la competitività del paese.