Mozione: In merito ai tagli del Governo al fondo sanitario nazionale

luglio 23, 2008 in In Regione, News e iniziative da alessia

Il Consiglio regionale

Premesso che nel patto per la salute firmato dal Governo Prodi e dalle Regioni era contenuto l’accordo per un incremento del fondo sanitario nazionale del 3 per cento dal 2008 al 2011, che sarebbe così passato da novantanove miliardi di euro a centotto miliardi e cinquecento milioni, con la previsione di somme aggiuntive per il rinnovo del contratto dei medici e paramedici e per la copertura dell’eliminazione dei tickets sulle ricette per la specialistica e gli esami diagnostici;

Premesso che la manovra finanziaria (decreto legge e DPEF 2009-2011) presentata dal Governo Berlusconi contiene misure di contenimento della spesa che prevedono, tra l’altro, una riduzione della spesa sanitaria per il 2009 pari a ottocentotrentaquattro milioni di euro e per il biennio 2010-2011 pari a cinque miliardi di euro;

Premesso che la manovra prevede che le regioni debbano mantenere in equilibrio i bilanci sanitari essenzialmente tramite la riduzione della spesa e prevede l’eliminazione dal 2010 del fondo per le regioni obbligate ai piani di rientro dai disavanzi;

Considerato che le misure previste scaricano sulle regioni l’onere di trovare le risorse per la copertura economica della differenza tra risorse ricevute e spesa sostenuta, costringendole di fatto alla reintroduzione dei tickets sulle ricette per la specialistica e sugli esami diagnostici già a partire dal mese di gennaio del 2009, all’introduzione di eventuali tickets su altre prestazioni sanitarie (farmaci o altro) ed a mettere in atto ulteriori gravi tagli ai servizi, dopo anni di già faticoso risanamento del debito;

Considerato che le regioni gravate da deficit, per cui è stato concordato il piano di rientro, si troverebbero nella condizione di operare i tagli previsti da tale piano e contemporaneamente procedere ad un ulteriore ridimensionamento di servizi e prestazioni a causa dell’attuale ridimensionamento del fondo sanitario nazionale, portando di fatto il sistema al collasso;

Considerato che le azioni di stabilizzazione del personale sanitario rischiano di essere compromesse, con un ritorno al precariato con le note conseguenze, oltre che sulla qualità della vita dei lavoratori, sulla qualità dei servizi;

Considerato che questi nuovi tagli si andrebbero ad aggiungere a politiche decennali di riduzione della spesa in particolare nelle strutture sanitarie direttamente gestite, effettuate attraverso il blocco del turnover e delle assunzioni e la limitazione della spesa per beni e servizi;

Considerato che le aziende sanitarie pubbliche sono giunte in molte regioni allo stremo delle proprie possibilità di riduzione della spesa per personale e servizi e si stanno producendo ormai seri danni alla funzionalità dei servizi direttamente gestiti dalle ASL;

Considerato che i tagli indiscriminati hanno ridotto l’efficacia dell’intervento pubblico senza benefici apprezzabili per la riduzione della spesa e hanno reso più difficili i processi di ristrutturazione della sanità pubblica;

Considerato che i tagli al fondo sanitario nazionale sono da ritenersi tanto più gravi quanto più si considera l’aumento della speranza di vita e quindi del numero della popolazione anziana, che dovrebbe prevedere ragionevolmente l’aumento progressivo della spesa sanitaria;

Considerato che la diminuzione di risorse per la sanità pubblica comporterebbe inevitabilmente un abbassamento della quantità e, alla lunga, della qualità dei servizi da questa erogati, con conseguente aumento della richiesta di servizi alla sanità privata, andando ad incidere pesantemente sui redditi dei cittadini, in particolare di quelli meno abbienti, ma anche determinando un futuro aumento dei costi per le Regioni rispetto alla sanità privata convenzionata;

Considerato che non solo dalle vicende giudiziarie, come quella di una nota clinica milanese e quella più recente dell’Abruzzo, ma anche dalle risultanze dei controlli effettuati dalle regioni stesse risulta una crescente spesa per prestazioni inappropriate;

Considerato che il vero problema della riduzione degli sprechi in sanità passa dunque attraverso la riduzione della inappropriatezza delle prestazioni;

Considerato che tale inappropriatezza rischia di essere accresciuta dal progressivo indebolimento della sanità direttamente gestita;

Esprime

La propria contrarietà ai tagli ed alla sottostima del fondo sanitario nazionale nonché al piano del Governo di razionalizzazione della spesa sanitaria delle regioni basato essenzialmente sulla riduzione della spesa per il personale, sull’ulteriore taglio dei posti letto e sull’applicazione di tickets alla maggioranza delle prestazioni e dei servizi, interventi che segnerebbero un indebolimento della qualità della sanità pubblica;

ed impegna

il Presidente e la Giunta regionale

Ad agire nei luoghi competenti ed in particolare nell’ambito della Conferenza stato-regioni per impedire il taglio al fondo sanitario nazionale;

Ad evitare tagli e riduzioni indiscriminati e generalizzati destinati a colpire la qualità dei servizi erogati dalla sanità direttamente gestita;

Ad operare per intervenire con forza contro la inappropriatezza delle prestazioni sanitarie responsabili di una sanità inadeguata e di una crescita ingiustificata della spesa.