Mozione: In merito alla proposta del Ministro per la Pubblica amministrazione Renato Brunetta sull’innalzamento dell’età pensionabile delle donne nel pubblico impiego

marzo 25, 2009 in In Regione, News e iniziative da alessia

Il Consiglio regionale

Preso atto delle dichiarazioni del Ministro per la Pubblica amministrazione Renato Brunetta con le quali ha riconfermato la volontà di innalzare a sessantacinque anni l’età pensionabile delle donne del pubblico impiego, parificandola così a quella degli uomini, poiché le donne “attualmente dall’andare in pensione prima non hanno vantaggi ma svantaggi, perché hanno progressioni di carriere e livelli di pensione più bassi”;

Preso atto che già allo stato attuale, per cause conseguenti al livello inferiore delle retribuzioni nonché alla precarietà degli impieghi offerti ed alla discontinuità dei relativi contributi, l’età reale di pensionamento delle donne risulta essere pari o superiore a quella degli uomini, i quali spesso maturano l’anzianità per il pensionamento prima dei sessanta anni;

Preso atto che la legge attualmente vigente, al momento del raggiungimento dei sessanta anni di età, consente già una possibilità di scelta alle donne, le quali possono chiedere di restare in servizio fino ai sessantacinqe anni esistendo per contro un obbligo del datore di lavoro di accettazione di tale richiesta;

Considerato che sono stati sperimentati e sarebbero nuovamente riattivabili altri validi meccanismi legislativi per una reale ed unificata flessibilità dell’uscita dal mondo del lavoro, quali quelli introdotti a suo tempo dalla legge Dini secondo la quale, a fronte di una libertà di scelta di pensionamento dai cinquantasette ai sessantacinque anni, erano previsti premi ed incentivi per una maggiore permanenza nel mondo del lavoro;

Considerato il ruolo sociale fondamentale esercitato dalle donne, le quali a livello di tempo-lavoro sopportano un carico maggiore degli uomini, dovendo occuparsi nella maggior parte dei casi anche di molte incombenze relative alla cura della casa, all’allevamento dei figli ed alla cura degli anziani, compensando in tal modo la riduzione dei servizi pubblici;

Preso atto che il reale obiettivo del Ministro è quello di “fare cassa” imponendo ulteriori sacrifici ai lavoratori piuttosto che proseguire sulla linea del Governo precedente di una seria lotta all’evasione fiscale e di una tassazione delle rendite finanziarie;

Esprime

La propria convinta opposizione alla proposta di innalzare l’età pensionabile delle donne a sessantacinque anni in considerazione delle motivazioni sopra esposte

Ed invita

la Giunta regionale

a sollecitare Governo ed il Parlamento affinchè:

– promuovano efficaci politiche attive del lavoro femminile;

– garantiscano risorse adeguate per servizi sociali ed educativi per sostenere le persone e le famiglie e permettere alle donne un autonomo percorso lavorativo;

– adottino misure strutturali volte ad affrontare l’attuale gravissima crisi economica che colpisce in modo consistente anche l’occupazione femminile.