Mozione: In merito alla salvaguardia delle strutture a custodia attenuata, destinate al trattamento socioriabilitativo, di Firenze e di Empoli

aprile 23, 2008 in In Regione, News e iniziative da alessia

Il Consiglio regionale

Premesso che gli istituti penitenziari a custodia attenuata “Mario Gozzini” di Firenze e di custodia attenuata femminile di Empoli furono istituiti, attraverso due relativi protocolli d’intesa tra il Ministero di grazia e giustizia, la Direzione generale degli istituti di prevenzione e pena, il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, la Regione Toscana, la Provincia di Firenze ed i Comuni di Firenze e di Empoli, in collaborazione con le aziende sanitarie locali (AA.SS.LL.) territoriali, con l’obiettivo di realizzare delle strutture che avessero come finalità il trattamento socioriabilitativo dei detenuti presenti, attraverso azioni orientate alla valorizzazione delle risorse territoriali e alla partecipazione della comunità esterna all’azione di recupero e reintegrazione sociale degli stessi;

Tenuto conto che, in particolare, il protocollo dell’Istituto penitenziario fiorentino era teso a favorire la reintegrazione sociale di detenuti giovani adulti, tra i quali soggetti tossicodipendenti sottoposti a programmi di disintossicazione, mentre la Casa circondariale di Empoli è stata trasformata in custodia attenuata femminile per destinarla al trattamento socio-riabilitativo per donne detenute con problemi di tossico/alcol dipendenza, e che oltre ad essere stata la prima esperienza al femminile di custodia attenuata, rimane a tutt’oggi l’unico istituto autonomo femminile per la cura, riabilitazione e reinserimento sul territorio di donne tossico/alcol dipendenti;

Considerate le stime allarmanti indicate dallo stesso Ministero di grazia e giustizia, secondo le quali la percentuale di detenuti tossicodipendenti potrebbe coinvolgere fino al 60-70 per cento della popolazione detenuta, rappresentando altresì l’alcolismo un problema fortemente rilevante all’interno degli istituti di pena;

Tenuto conto della situazione di sovraffollamento che caratterizza gli istituti di pena a livello nazionale e toscano, così come denunciato lo scorso mese di marzo dallo stesso Garante per i diritti dei detenuti del Comune di Firenze Franco Corleone, il quale ha parlato di “situazioni di grave disagio legate al sovraffollamento ad esempio nelle carceri di Sollicciano, Prato, Pisa e Livorno” ed ha sollecitato ad “avviare con urgenza un tavolo sullo stato generale, sulle tossicodipendenze ma anche sulle misure alternative che vanno in tutti i modi applicate alle pene più basse”;

Considerato l’attuale sottodimensionamento delle suddette strutture a custodia attenuata le quali, così come illustrato dallo stesso garante, ad Empoli potrebbero contenere vintiquattro detenuti a fronte dei 6 presenti mentre a Firenze potrebbero contenere sessantatre detenuti a fronte dei venticinque presenti, e ciò nonostante “tutti dicono che i tossicodipendenti non dovrebbero stare in carcere ma in realtà non vengono mai messe in atto misure alternative per loro, come invece dovrebbe essere fatto”;

Considerate le numerose richieste di ingresso nelle suddette strutture di Firenze ed Empoli presentate dai detenuti e rimaste a tutt’oggi pendenti;

Considerato il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 1 aprile 2008 (Per la salute in carcere e delle relative linee di indirizzo), il quale trasferisce al Servizio sanitario nazionale le funzioni sanitarie attualmente svolte dal Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, tra le quali il funzionamento adeguato ed i criteri di accesso nelle strutture a custodia attenuata, affidando alle regioni la garanzia dell’espletamento delle suddette funzioni attraverso le AA.SS.LL. e richiedendo di conseguenza l’opportuno coordinamento tra tutte le istituzioni interessate;

Tenuto conto di come l’esperienza delle strutture a custodia attenuata di Firenze e di Empoli, rappresenti un esempio positivo di quanto abbiamo da sempre individuato come il principio della finalità rieducativa della pena e il diritto delle persone detenute al reinserimento sociale e, più in generale, all’effettivo godimento dei diritti sociali e civili all’interno delle strutture restrittive della libertà personale;

Impegna

la Giunta regionale

– ad attivare la necessaria concertazione tra le istituzioni coinvolte per dare piena attuazione al trasferimento delle funzioni sanitarie così come disposto dal d.p.c.m. citato, nell’ottica di un efficace coordinamento con l’area del trattamento e della sicurezza, rimasta di competenza delle amministrazioni penitenziarie;

– a salvaguardare l’esperienza di strutture destinate al trattamento socio-riabilitativo quali quelli di Firenze e di Empoli riconoscendo, altresì, il rapporto positivo da questi instaurato con il territorio, in un’ottica trattamentale riabilitativa e di reinserimento sociale.