Mozione: Per il pieno diritto di cittadinanza e di riabilitazione per i sofferenti psichici

luglio 15, 2009 in In Regione, News e iniziative da alessia

Il Consiglio regionale

Premesso:

– Che diverse sono state in questi ultimi mesi le iniziative parlamentari della coalizione di centrodestra volte alla riforma della legge 13 maggio 1978, n. 180 (Accertamenti e trattamenti sanitari volontari e obbligatori), attualmente in vigore;

– Che tali proposte di riforma si ispirano al concetto di pericolosità sociale dei sofferenti psichici e si inseriscono nel quadro delle misure di sicurezza puntando sul controllo sociale e sulla custodia piuttosto che sull’integrazione;

– Che in tale ottica le suddette proposte puntano a concentrare attenzione e finanziamenti prevalentemente sull’ampliamento del trattamento sanitario obbligatorio (TSO), peraltro già ampiamente possibile allo stato attuale della normativa, minando alla base la filosofia della cosiddetta legge Basaglia, la quale concepiva il TSO non come strumento che risponde alla pericolosità sociale del soggetto bensì all’inconsapevolezza della propria malattia ed alla necessità di essere curato;

– Che l’esperienza di questi anni ha per contro dimostrato che dal punto di vista terapeutico ciò che risulta particolarmente utile è un reale percorso individuale fondato sull’autostima, sul recupero delle abilità personali e delle relazioni sociali finalizzato al recupero dell’autonomia e dell’autodeterminazione, risultando invece dannoso per i pazienti proprio il periodo in cui questi vengono privati della propria libertà personale;

– Che nel mese di aprile 2009 la Conferenza Stato Regioni ha emanato le “Raccomandazioni in merito all’applicazione di accertamenti e trattamenti sanitari obbligatori per malattia mentale” nelle quali, in difesa della salute e della libertà individuale, viene riaffermato il rispetto delle condizioni previste dalla legge in cui ad una persona affetta da malattia mentale è lecito imporre interventi obbligatori;

– Che nel mese di febbraio 2009 il Parlamento europeo ha approvato la risoluzione per la salute mentale dei cittadini dei paesi europei, riaffermando l’importanza della prevenzione nella salute mentale e la necessità dell’uniforme applicazione delle buone prassi in tal senso, attraverso una limitazione dell’imposizione di cure istituzionalizzate o interventi non terapeutici e coercitivi;

– Che in regione Toscana in particolare esistono numerosi esempi di buona prassi di progetti personalizzati di presa in carico attivati dai servizi territoriali con l’apporto dei comuni e delle province, dai quali emerge che il numero dei TSO è diminuito e le persone hanno raggiunto buoni livelli di benessere;

– Che tali buone pratiche dimostrano quotidianamente che l’investimento sulla valorizzazione della persona e sul parallelo supporto alle famiglie paga in termini di salute e porta ad un risparmio delle stesse risorse economiche della comunità, esempio ne siano la nascita dei numerosi gruppi di auto aiuto e la nascita delle cooperative di lavoro per persone affette da disturbi psichici avvenuta sul nostro territorio;

– Che, alla luce delle precedenti riflessioni, i contenuti delle proposte di legge presentate rappresentano un passo indietro non solo dal punto di vista culturale ed etico, in quanto fondate sull’errato pregiudizio della pericolosità e dell’inguaribilità delle persone affette da disturbi psichici, ma anche da quello riabilitativo, vanificando il faticoso percorso avviato nella direzione del riconoscimento di un pieno diritto di cittadinanza delle persone affette da sofferenza psichica;

Esprime

La propria contrarietà alle prospettive di riforma della l. 180/1978 fino ad ora presentate in Parlamento, in quanto fondate sull’interesse prevalente della sicurezza piuttosto che sulla libertà, sulla dignità e sul diritto di autodeterminazione delle persone;

Impegna

la Giunta regionale

Ad operare nei confronti del Governo italiano affinché venga avviata un serio confronto per la condivisione di una riforma che miri a valorizzare i risultati e le buone prassi fino ad ora raggiunti nell’ambito della cura dei disturbi psichici.