Mozione: Per sostenere la corretta e piena applicazione della legge n. 439/99 sull’assicurazione obbligatoria

gennaio 17, 2006 in In Regione, News e iniziative da alessia

Il Consiglio regionale

Premesso che dall’indagine condotta nel 1999 dall’ISTAT in merito “Agli aspetti della vita quotidiana” si evince che i 3.672.000 incidenti tra le mura domestiche (il doppio di quelli stradali, quattro volte quelli sul lavoro) coinvolgono 3.048.000 persone;

Considerato che a distanza di quattro anni dalla suddetta indagine ISTAT, nel 2003 il CENSIS ha elaborato il “Primo rapporto annuale” sulla sicurezza in Italia che individua negli incidenti domestici la prima causa di incidentalità: quasi 4 milioni, con un incremento del 20 per cento nell’ultimo decennio, con 8000 decessi, 200 dei quali in Toscana;

Ricordato che la Regione Toscana con la l.r. 24 del 2005 “ Norme per la promozione della salute e della sicurezza negli ambienti domestici”, è il primo Ente in Italia che ha approvato una legge in materia di prevenzione degli incidenti domestici che prevede lo stanziamento di fondi per l’organizzazione di campagne informative e corsi finalizzati alla prevenzione di incidenti in ambito domestico;

Vista la legge 3 dicembre 1999, n. 493 “Norme per la tutela della salute nelle abitazioni e istituzione dell’assicurazione contro gli infortuni domestici” votata all’unanimità dal Parlamento e pubblicata nella Gazzetta ufficiale n. 303 del 28 dicembre 1999;

Rilevato che la suddetta legge è entrata in vigore nel marzo 2001 e che attualmente sono iscritte all’assicurazione obbligatoria 2.900.000 persone, di cui 179.950 gratuitamente, in quanto il premio assicurativo è assunto a carico dello Stato;

Ricordato che la rendita di inabilità permanente prevista dalla legge in caso di infortunio è stata fino ad ora concessa, stante la ristrettezza dei requisiti richiesti, soltanto a 146 persone;

Visto che già nel 2004 il Comitato amministratore dello speciale fondo istituito presso l’INAIL, alla luce del suddetto numero esiguo di casalinghe che si sono viste riconoscere rendite di inabilità permanente a seguito di infortunio, si fece promotore di rilevanti proposte di modifica alla legge n. 439/99;

Visto inoltre il gran numero di assicurati che attraverso l’Associazione donne-europee federcasalinghe stanno da tempo chiedendo con forza al Ministro del lavoro un miglioramento del contenuto della legge ed in particolare:

-l’abbattimento dal 33 al 26 per cento del tetto di invalidità permanente;

-l’introduzione del caso di morte;

-l’innalzamento del reddito che dà diritto alla gratuità dell’iscrizione;

Ricordato che i suddetti richiesti miglioramenti sono già previsti dalla legge n. 439/99, in quanto all’articolo 7 recita: “entro un anno dalla data di entrata in vigore, il Ministro del lavoro e della previdenza sociale, sentito il parere del comitato amministratore del Fondo …, accerta se l’equilibrio finanziario ed economico del Fondo consenta l’inclusione nell’assicurazione dei casi di infortunio mortale e, in caso affermativo, adotta con proprio decreto i provvedimenti necessari”. Analogamente, all’articolo 10 della stessa legge, si dispone che “le eventuali eccedenze di gestione, al netto degli accantonamenti del fondo di riserva, possono essere destinate al perseguimento delle finalità” suddette, “ovvero all’inserimento del caso di morte e al miglioramento delle prestazioni”……;

Preso atto che le coperture finanziarie per il miglioramento, nei termini suddetti, della legge ci sono e derivano dai milioni di euro provenienti dal divario tra i versamenti annui delle casalinghe e il costo economico, compreso l’ammortamento, per il pagamento delle rendite; e che a questa somma si devono aggiungere inoltre 90 milioni di euro stanziati nella legge e non utilizzati;

conviene

Con il parere positivo già da tempo espresso dal Comitato amministratore del fondo infortuni casalinghe in materia di modifica della legge n. 493/99 e con le istanze avanzate dalla categoria dei lavoratori domestici alla luce delle inadempienze ministeriali esistenti a ben cinque anni dall’entrata in vigore della norma;

impegna

la Giunta regionale

A adoperarsi nei confronti del Governo perché modifichi la legge n. 439/99 abbassando dal 33 al 26 per cento il grado di inabilità necessario per avere diritto alla rendita, estendendo gli effetti dell’assicurazione anche in caso di morte ed innalzando il reddito che dà diritto alla gratuità dell’iscrizione.