Mozione: Sul diritto del minore straniero ad essere registrato alla nascita ed a frequentare la scuola

maggio 15, 2009 in In Regione, News e iniziative da alessia

Il Consiglio regionale

Premesso:

– Che il disegno di legge 5 febbraio 2009 n. 733-B (Disposizioni in materia di pubblica sicurezza), recentemente approvato in sede parlamentare ed attualmente in attesa di una prossima entrata in vigore, intervenendo a modificare l’articolo 6, comma 2, del Testo Unico sull’immigrazione decreto legislativo 25 luglio 1998 n. 286 (Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero), prevede l’obbligo per il cittadino straniero di esibire il permesso di soggiorno in sede di richiesta di provvedimenti riguardanti gli atti di stato civile, con l’unica eccezione per quelli riguardanti attività sportive e ricreative a carattere temporaneo, quelli inerenti l’accesso alle prestazioni sanitarie di cui all’articolo 35 dello stesso testo unico e quelli inerenti alle prestazioni scolastiche obbligatorie;

– Che tra gli atti di stato civile indicati al punto precedente sono compresi gli atti di matrimonio, denuncia di morte ma soprattutto di nascita, con la conseguenza che l’ufficiale di stato civile non potrà d’ora in avanti ricevere la dichiarazione di nascita né il riconoscimento del figlio naturale da parte di genitori cittadini stranieri privi di permesso di soggiorno;

Considerato:

– Che la disposizione si pone in contrasto con le norme della Costituzione italiana sotto diversi punti vista, in quanto in palese violazione degli articoli 32, comma 2, secondo il quale la Repubblica deve “Proteggere la maternità, l’infanzia e la gioventù, favorendo gli istituti necessari a tale scopo”; 30, comma 1, secondo il quale la Repubblica è chiamata a garantire il dovere e il diritto dei genitori a mantenere, istruire ed educare i figli, e 22, secondo il quale “Nessuno può essere privato, per motivi politici, della capacità giuridica, della cittadinanza, del nome”, intendendo comprendere qualsiasi motivo di interesse politico dello Stato;

– Che la stessa disposizione si pone altresì in contrasto con gli obblighi internazionali contratti dal nostro Paese, primo tra tutti la Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, la quale riconosce al minore il diritto di essere “registrato immediatamente al momento della sua nascita”, senza distinzione di nazionalità e condizione giuridica, il diritto “ad un nome, ad acquisire una cittadinanza e, nella misura del possibile, a conoscere i suoi genitori e ad essere allevato da essi” nonché il diritto “ a preservare la propria identità, ivi compresa la sua nazionalità, il suo nome e le sue relazioni familiari”;

– Che la stessa disposizione si pone altresì in violazione delle convenzioni internazionali in materia di diritto all’istruzione (prime tra tutte la Dichiarazione universale dei diritti umani ed il Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali), che impegnano gli stati affinché l’istruzione secondaria, inclusa quella tecnica e professionale, sia resa accessibile a tutti con ogni mezzo a ciò idoneo;

– Che la stessa disposizione si pone in contrasto altresì con l’articolo 45 del Regolamento di attuazione del testo unico sull’immigrazione, che garantisce ai minori stranieri privi di permesso di soggiorno il compimento del percorso di studi nelle scuole di ogni ordine e grado, anche nel caso di sopraggiunta maggiore età prima del conseguimento del diploma, così come confermato da una sentenza del Consiglio di Stato dell’anno 2007;

Considerato altresì:

– Che le conseguenze sui bambini nati in Italia da genitori stranieri irregolari saranno gravissime poiché, rimanendo privi di qualsiasi documento e totalmente sconosciuti alle istituzioni, invisibili e senza identità, saranno esposti alla violazione dei diritti che dovrebbero essere loro garantiti. A titolo di esempio:

– in mancanza di un documento da cui risulti il rapporto di affiliazione i bambini non potrebbero acquisire la cittadinanza dei genitori e diverrebbero quindi apolidi, con tutte le conseguenti difficoltà nel rapportarsi con le istituzioni e prime tra tutte la scuola;

– proprio per l’invisibilità in cui verrebbero costretti, sarebbero più facilmente esposti ad abusi, allo sfruttamento ed alla tratta di esseri umani;

– in conseguenza dell’impedimento ad essere riconosciuti dai propri genitori, vi è il forte rischio che venga aperto un procedimento per la dichiarazione dello stato di abbandono, potendo quindi essere separati dai loro genitori;

– Che parimenti gravi potranno essere le conseguenze sulle madri prive di permesso di soggiorno, spinte a scegliere di non partorire in ospedale per la paura di vedersi sottratto il proprio figlio, con evidenti rischi di aumento delle morti per parto ed alla nascita;

– Che, dal punto di vista del diritto all’istruzione, potrà essere impedita la frequenza scolastica ai minori stranieri irregolari oltre i due anni successivi la terza media, attuale limite per la scuola dell’obbligo, ed in particolare potrà essere impedito l’ottenimento del diploma di maturità;

Impegna

la Giunta regionale

Ad operare affinché nelle sedi istituzionali e parlamentari vengano avanzate opportune proposte di modifica delle citate disposizioni del disegno di legge 3 giugno 2008 n. 733 (Disposizioni in materia di sicurezza), per evitare queste gravissime violazioni dei diritti dei minori stranieri, oltre che dei loro genitori.