Mozione: Sulla possibilità per le strutture sanitarie toscane di praticare l’aborto terapeutico in alternativa all’intervento chirurgico e sulla decisione del Ministro della Sanità di sospendere la sperimentazione della RU-486 (pillola abortiva) in Piemonte

novembre 8, 2005 in In Regione, News e iniziative da alessia

Il Consiglio regionale

Rilevato che la recente decisione del Ministro della Sanità Francesco Storace di sospendere per presunte irregolarità la sperimentazione in Piemonte della RU-486 (pillola abortiva) si prefigura come una battuta d’arresto per l’utilizzo di tecniche mediche meno invasive e più rispettose della salute psicofisica delle donne, per la prevenzione del fenomeno dell’aborto, nonché come una pesante ingerenza nella deontologia medica, dai tratti illiberali ed ideologici;

Preso atto che i responsabili dell’ospedale Sant’Anna di Torino si dicono sconcertati per una decisione improvvisa e infondata, in quanto non è mai venuto meno il rispetto delle procedure ministeriali attivate nell’ambito dell’autorizzazione dello stesso ministero;

Considerato che la pillola RU-486 è normalmente adottata in tutti i Paesi del mondo dove l’aborto è legale, compresi Stati Uniti, Canada, Australia e ben dodici paesi della Unione europea, tra i quali Francia, Gran Bretagna e Svezia, ovunque con risultati efficaci;

Considerato anche che il suo utilizzo non ha certo modificato le tendenze nei confronti dell’aborto, che vedono nel mondo occidentale, anche là dove è in uso la pillola abortiva, un lieve costante calo dell’incidenza del fenomeno, tendenza destinata a confermarsi nei prossimi anni soprattutto se sarà affiancato dal rafforzamento dei servizi di prevenzione delle gravidanze non volute, che possono contribuire anche al controllo delle malattie virali come l’AIDS;

Tenuto conto che l’utilizzo della pillola abortiva non si prefigura, come molta propaganda antiabortista ha interesse a far credere, come pratica anticoncezionale e che comunque è solo attraverso la legalizzazione e regolamentazione del fenomeno che si può favorire una maggiore consapevolezza, informazione e quindi anche prevenzione;

Tenuto conto anche che il fine della legge 194/78, che è quello di assunzione del principio di responsabilità femminile, di prevenzione e controllo del fenomeno dell’aborto, non viene minimamente inficiato dalla modalità di esecuzione dell’interruzione di gravidanza, in quanto tutti i passaggi indicati dalla legge per arrivare alla decisione finale restano immutati e non dipendenti dalla modalità che il medico sceglierà di concerto con la paziente per l’esecuzione dell’aborto;

Ritenuto quindi che l’introduzione dell’uso della pillola abortiva non contrasta con quanto previsto nella legge 194/78, compresa la sua assunzione in strutture ospedaliere ed in ambienti ambulatoriali pubblici adeguatamente e funzionalmente collegati agli ospedali, ma semmai ne rappresenta l’applicazione corretta che prevede l’aggiornamento delle tecniche abortive, laddove si rivelino una valida soluzione alternativa a quella chirurgica;

Ritenuto altresì che la decisione del Ministro Storace sembra caratterizzarsi per dei connotati ideologici privi di fondamento scientifico e giuridico e che tale decisione presenti tratti di illiberalità che confermano una tendenza che da qualche anno sta riscuotendo consensi crescenti nel Governo a sostegno di profonde revisioni del quadro normativo in materia e dei suoi principi fondanti fino a giungere alla revisione se non la soppressione della legge 194/78;

stigmatizza

La decisione del Ministro Storace come atto grave e infondato;

si impegna

Ad elaborare per il 2006 un piano regionale di educazione al valore della sessualità, alla procreazione e alla maternità e paternità consapevole e all’uso degli anticoncezionali;

A difendere l’autodeterminazione delle donne, il principio di responsabilità sanitaria del medico di fronte alla possibilità di prescrizione della pillola RU-486 in alternativa alla pratica abortiva chirurgica, nonché a difendere con forza la legge 194/78, quale strumento che negli anni si è dimostrato efficace proprio nel controllare e ridurre le dimensioni del fenomeno aborto e ad affermare il principio di laicità dello Stato;

invita, pertanto,

il Presidente e la Giunta regionale

Ad intervenire a sostegno di quei medici che intendano avviare l’uso della pillola RU-486 nelle strutture sanitarie toscane.