Mozione: Sulla riduzione della spesa per l’istruzione, il taglio degli insegnanti e l’accorpamento delle scuole

settembre 17, 2008 in In Regione, News e iniziative da alessia

Il Consiglio regionale

Considerato che la legge 6 agosto 2008, n.133, di conversione del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112, recante disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria, stabilisce la riduzione della spesa per l’istruzione di 7,8 miliardi di euro nei prossimi tre anni, il taglio di circa centomila insegnanti e di oltre quarantamila non docenti (personale amministrativo, tecnico e ausiliario);

Appreso che tra gli interventi che il Ministero della Pubblica istruzione intenderebbe adottare per il raggiungimento di tali obiettivi, vi potrebbero essere: la riduzione del tempo pieno nelle elementari e di quello prolungato nelle medie, la riduzione a trenta ore dell’orario settimanale negli istituti tecnici e professionali, la riduzione di un anno del percorso di studi delle scuole secondarie di secondo grado, l’accorpamento delle classi di concorso, un ulteriore taglio degli insegnanti di sostegno, e – secondo le dichiarazioni del Ministro – l’accorpamento delle scuole con meno di cinquecento o seicento alunni;

Valutato che il taglio della spesa per l’istruzione e del personale scolastico comporta nei fatti l’abbandono del diritto universale all’istruzione pubblica garantito dalla Costituzione e la rinuncia a fare del sistema scolastico il perno dello sviluppo socio-economico del Paese e della crescita delle nuove generazioni;

Stabilito, in particolare, che il possibile accorpamento delle scuole significherebbe la chiusura di molti istituti ed una ingiustificata ed inaccettabile divisione tra famiglie in base al reddito e alla residenza, specialmente a scapito di quanti risiedono nei comuni minori, in quelli montani e nelle isole, territori nei quali la scuola rappresenta l’unico luogo di aggregazione e di crescita dell’intera comunità e l’ultimo baluardo contro lo spopolamento di vasti territori ed il conseguente impoverimento complessivo dei territori stessi;

Valutato, inoltre, che a causa dei tagli apportati alle finanze degli enti locali, in caso di accorpamento delle scuole e relativa chiusura di istituti presenti nei comuni minori, sarebbero messi in discussione anche eventuali servizi di trasporto scolastico, i cui costi – senza considerare i sicuri disagi per alunni e famiglie – potrebbero addirittura ricadere sulle famiglie, impedendo in ultima analisi anche l’assolvimento dell’obbligo scolastico;

Impegna

la Giunta regionale

A manifestare la propria contrarietà nei confronti dei provvedimenti annunciati e a svolgere, in sede di conferenza Stato-Regioni, ogni azione utile a scongiurare interventi che minerebbero il ruolo e la funzione della scuola pubblica italiana;

Sostiene

La decisione della Giunta regionale di ricorrere alla Corte costituzionale per l’invasione delle competenze regionali, effettuato con l’articolo 64, comma 4, lettera f-bis del citato decreto 112/2008 sul dimensionamento della rete scolastica.