Mozione: Sulla situazione della scuola pubblica e degli insegnanti precari in particolare

settembre 16, 2009 in In Regione, News e iniziative da alessia

Il Consiglio regionale

Premesso:

– Che con legge 6 agosto 2008 n.133, (Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, “Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria”) e con i relativi provvedimenti attuativi il Ministero dell’Istruzione ha stabilito il taglio in tre anni di 8 milioni di euro al finanziamento della scuola materna e primaria pubblica, senza peraltro intaccare gli interventi a favore delle scuole private paritarie;

– Che la riduzione dei finanziamenti alla scuola pubblica determinerà:

– il taglio di 140mila posti di lavoro tra docenti e personale ausiliario, che in Toscana si tradurrà in un calo di 1719 insegnanti e 754 persone tra bidelli e personale amministrativo;

– la formazione di classi con un numero eccessivo di studenti (fino a 30 in certi casi) nonché il taglio della compresenza di due insegnanti nella scuola primaria ed il ritorno al maestro unico;

– il rischio del taglio del tempo di permanenza nella scuola o l’annullamento, la riduzione o la mortificazione delle attività svolte nell’ambito delle esperienze a tempo pieno o prolungato;

– il taglio del sostegno per gli studenti con handicap e degli interventi per l’integrazione dei ragazzi stranieri;

– il rischio di chiusura delle scuole esistenti presso i piccoli centri, spesso situati a notevoli distanze dai centri che diverrebbero loro riferimento, che in Toscana sono rappresentati, tra gli altri, da Londa (FI), Zeri (MC), Radicandoli (SI) e Volterra (PI), Rosignano (LI), Sorano (GR) e Stazzema (LU);

– Che a fronte di tali riduzioni di finanziamento si riscontra un incremento delle iscrizioni nella scuola pubblica in tutto il paese, che in Toscana si sostanzierà in un aumento di più di 7000 studenti;

Considerato:

– Che in tale situazione di difficoltà per la scuola pubblica particolare interesse deve essere rivolto alla situazione degli insegnanti precari, che a migliaia rischiano di essere esclusi dagli incarichi annuali di insegnamento;

– Che gli insegnati precari versano in una situazione di per sé difficile in quanto, pur essendo indispensabili per il funzionamento della scuola pubblica in quanto destinati a coprire supplenze brevi e temporanee ed in generale a soddisfare le esigenze relative all’organico insegnanti, vengono licenziati nei mesi estivi, non godono degli scatti stipendiali per anzianità, non possono contare sulla continuità didattica, sono spesso costretti a continui cambiamenti di sede e vivono la propria condizione professionale in funzione della graduatoria, dalla quale dipende la possibilità di essere contattati per supplenze e l’assunzione a ruolo;

– Che gli insegnanti precari sono destinati a concorrere nelle graduatorie pubbliche a parità di condizioni con gli insegnanti delle scuole paritarie (12 punti per ciascuna annualità di insegnamento), i quali però non vengono assunti mediante l’utilizzo delle graduatorie in cui sono inseriti, ma solamente sulla base di colloqui individuali;

Considerato altresì:

– La grande mobilitazione di studenti, insegnanti e genitori che ha caratterizzato lo scorso anno scolastico e sta crescendo progressivamente in questi ultimi mesi, rivolta alla tutela dei posti di lavoro degli insegnanti e del personale ATA messi a rischio dai provvedimenti governativi, oltre che alla riaffermazione del diritto allo studio all’interno di una scuola pubblica di qualità per tutti;

– La contrarietà affermata a livello politico della Giunta regionale toscana agli interventi predisposti dal Governo sul tema della scuola nonché le affermazioni dell’Assessore Simoncini sull’intenzione della Regione stessa di sollevare questione di legittimità presso la Corte Costituzionale avverso il decreto legge n.154/2008 per violazione della competenza sul dimensionamento scolastico;

– Lo stanziamento di risorse proprie operato dalla Regione Toscana per l’apertura di 33 sezioni della scuola dell’infanzia destinate a 750 bambini da tre a sei anni, la quale non sarebbe stata possibile sulla base dei trasferimenti statali;

Considerato altresì:

– Il rischio concreto ed evidente di un peggioramento del funzionamento della scuola pubblica, di un abbassamento della sua qualità didattica e di ripercussioni negative sull’apprendimento e sullo star bene a scuola dei bambini e dei ragazzi;

Impegna

la Giunta regionale

– A proseguire nella direzione intrapresa a livello politico volta a riaffermare il diritto all’istruzione, costituzionalmente garantito, all’interno di una scuola pubblica, moderna, laica e di qualità dotata di personale stabile e numericamente adeguato;

– A sostenere la mobilitazione in atto nel mondo della scuola ed in particolare tra gli insegnanti precari, mettendo in atto i provvedimenti necessari a garantire la tutela dei posti di lavoro messi a rischio dai provvedimenti governativi.