Museo Sasso Pisano, Petraglia: “Risposta Ministero non solleva le istituzioni dalle proprie responsabilità”

novembre 3, 2015 in Comunicati Stampa da alessia

“La risposta del Ministero per i Beni e le attività culturali alla nostra interrogazione sulla realizzazione del complesso museale Gualerci Nicola a Sasso Pisano mette in mostra alcuni dei problemi più gravi del nostro sistema museale diffuso, penalizzato dai tagli e dalla mancanza di progettualità. Un fatto singolare e grave, che stona col trionfalismo con cui, anche sulla scorta di Expo, ci si è precipitati subito a celebrare l’importanza della valorizzazione dei tesori nascosti nei nostri territori”.
Lo afferma la senatrice Alessia Petraglia commentando la risposta del Ministero all’interrogazione presentata alcuni mesi fa a proposito del complesso museale di Sasso Pisano, nel comune di Castelnuovo Val di Cecina.

“Dall’inaugurazione del 2011 ad oggi – prosegue – sono passati più di quattro anni, durante i quali la struttura che avrebbe dovuto ospitare la collezione è stata ristrutturata e abbandonata a se stessa, a causa della spending review che ha lasciato l’amministrazione comunale senza risorse per passare all’allestimento museale. Nel 2015, il Comune ha definitivamente abbandonato l’idea del museo concedendo gli spazi ad una associazione e destinandoli ad accogliere gli oggetti etruschi provenienti dal vicino scavo dell’area archeologica del Bagnone”.

“Circa la condizione degli oggetti destinati all’esposizione, abbiamo avuto garanzia dal Ministero che essi non corrono pericoli quantomeno nel breve periodo – dice ancora la senatrice – In attesa di capire che cosa si intenda per breve periodo, auspichiamo che quanto prima la Soprintendenza provveda, come affermato dal Ministero, ad una verifica dell’attuale stato di conservazione delle opere sottoposte a vincolo culturale”.

“Di questa vicenda – conclude Petraglia – rimane tutta l’amarezza per uno spreco di risorse che si sarebbe potuto evitare con un po’ di lungimiranza e attenzione da parte di tutti i soggetti coinvolti, a cominciare dal Comune di Castelnuovo Val di Cecina fino ad arrivare al Ministero che, nel 2011, patrocinò l’inaugurazione della struttura. La raccolta di reperti etruschi evita di sprecare in toto un investimento, ma non solleva nessuno dalla responsabilità di aver agito senza un progetto e un piano culturale”.