Nicchi e Petraglia: “Inaccettabili le condizioni all’interno del carcere di Sollicciano”

aprile 6, 2013 in Comunicati Stampa da alessia

La situazione nel carcere di Sollicciano è indegna e inaccettabile, sia per i detenuti, che per gli operatori impegnati al suo interno. E’ negativo il giudizio espresso dalle parlamentari di SEL Alessia Petraglia e Marisa Nicchi che oggi hanno visitato la struttura penitenziaria fiorentina, accompagnate dalle volontarie dell’associazione Pantagruel.

Nicchi e Petraglia hanno constatato una condizione di grave disagio e difficoltà, resa drammatica dal sovraffollamento delle celle e dalle carenze strutturali dell’edificio, fatiscente e in diverse sue parti in stato di parziale abbandono: “Quello che abbiamo visto è inaccettabile – osserva Nicchi – Infiltrazioni, muffa, pozze d’acqua nei corridoi sono soltanto alcune delle criticità che abbiamo osservato e che mettono a rischio la salute e la sicurezza di carcerati e lavoratori, diversi dei quali lamentano malattie respiratorie cagionate dall’umidità. In questo ambiente insalubre – prosegue – sono ospitati oggi 960 detenuti, a fronte di una capienza intorno alle 400 unità. Tra di essi, anche alcune mamme con i loro bambini, costretti in uno spazio inadeguato e pericoloso”.
“Nonostante l’assoluta disponibilità che abbiamo potuto riscontrare nel personale, soprattutto nella vicecommissaria che ci ha accompagnato nel sopralluogo – dice ancora Nicchi – non possiamo, poi, fare a meno di notare l’assoluta carenza di organico. Dati alla mano sono 497 le persone impiegate a Sollicciano tra sicurezza e amministrazione, a fronte di un fabbisogno di 692. Il fatto che gli educatori, ovvero coloro i quali dovrebbero agevolare il reinserimento nella società, siano soltanto nove per quasi mille persone, la dice lunga su come una struttura del genere, in queste condizioni, sia incapace di rieducare, di preparare chi ha sbagliato in passato ad un avvenire da cittadino che prova a ricominciare una vita diversa”.
“Particolarmente delicata – aggiunge Petraglia – è la questione dell’assistenza sanitaria ai detenuti, recentemente passata in carico alla Regione attraverso le ASL. A questo riguardo, oltre alla mancanza di personale, ci è sembrata particolarmente criticabile la scelta di mantenere parte della diagnostica all’interno della struttura penitenziaria, quando invece la presa in carico da parte della ASL dovrebbe essere piena, a garanzia del diritto alla salute del detenuto al pari di quella di ogni altro cittadino”. E sempre in campo sanitario, tra i problemi riscontrati c’è quello della mancanza dei defibrillatori, presenti in numero non sufficiente e privi di adeguata manutenzione.
“E’ importante – prosegue Petraglia – operare quanto prima un cambio deciso di rotta, a cominciare dalle responsabilità della direzione del penitenziario e dal Ministero competente. E’ ovvio che un intervento radicale e strutturale richiederebbe investimenti importanti e tempi lunghi; ciononostante, ci sono azioni che possono essere messe in campo subito, a cominciare dall’allargamento, recentemente ridotto, dell’accesso alla struttura da parte dei volontari delle associazioni di assistenza ai detenuti e dall’ampliamento dell’offerta di attività formative e ricreative”.
E’ necessario, secondo le due parlamentari, intervenire inoltre sul piano legislativo: “In quest’ambito – nota Nicchi – la direzione da prendere ce la suggeriscono i numeri. Dei 960 detenuti di Sollicciano, 362 sono incarcerati per reati connessi alla droga; gli stranieri sono 599, dei quali 186 con pena inferiore ai tre mesi. Un primo fronte di intervento deve essere quindi una revisione della Fini-Giovanardi, legge alla quale dobbiamo un deciso e dannoso aumento della popolazione carceraria. Occorre poi rivedere in maniera decisa le norme che disciplinano la recidiva, che troppo spesso innesca una catena fuori-dentro-fuori difficile da spezzare anche di fronte a reati di piccola entità. Proprio in questa direzione una delle prime proposte di legge depositate da SEL in materia di giustizia”.