Parigi, sen. Petraglia: “La sinistra di Rossi è una sinistra guerrafondaia, non moderna”

La sinistra che evoca a cuor leggero la guerra non è moderna, è soltanto guerrafondaia. Ci dispiace dover registrare, tra le molte giravolte del presidente della regione Enrico Rossi, anche quella guerrafondaia che rompe con la Costituzione, con ogni idea di accoglienza, con la pace”.
Così la senatrice di SEL Alessia Petraglia controbatte al presidente della Regione Toscana Enrico Rossi che nell’intervista apparsa oggi sul Corriere Fiorentino ha replicato alla senatrice che, a sua volta, sabato lo aveva definito “irresponsabile” per le dichiarazioni sui fatti di Parigi.

“Comprendiamo bene – prosegue Petraglia – che sia quantomai popolare parlare oggi di interventi armati contro imprecisati territori. Ma è proprio adesso che è necessario lavorare concretamente per la pace senza perdere di vista il merito delle questioni. Stentiamo a credere alle prese di posizione di Rossi, soprattutto perchè sono vecchie di almeno 13 anni. Abbiamo seminato vento con i conflitti in Afghanistan e Iraq, e oggi raccogliamo tempesta senza che nessuno sogni nemmeno di assumersi uno straccio di responsabilità. Abbiamo fatto crescere le ingiustizie, montare odio e violenza. Abbiamo riempito di armi il Medio Oriente e armato ora questa, ora quella fazione in lotta: è questa la strategia di Rossi? E’ questo che dovrebbe sostenere la sinistra? Persino Tony Blair, le cui menzogne hanno portato in guerra il mondo intero, oggi è costretto a riconoscere di aver sbagliato in Iraq e che senza quelle bombe non avremmo probabilmente l’Isis. Che oggi trae linfa dalle condizioni di povertà, disoccupazione e mancata integrazione delle periferie delle nostre città europee: a Molenbeek il 40% dei giovani è disoccupato, il 20% delle persone vive sotto la soglia di povertà”.

“Comprendiamo la richiesta di maggiore sicurezza, ma non si può risolvere tutto con bombardamenti, azioni militari, restrizioni alle libertà personali. Alla luce di questo – aggiunge Petraglia – dal presidente Rossi ci aspettiamo un passo indietro, dettato non dall’ideologia, ma dai fatti. Siamo nel 2015, non nel 2002. Cerchiamo di imparare dai nostri errori: lavoriamo da subito ad una strategia complessiva ed efficace fatta di politica, di diplomazia e di rapporti tra Stati. E’ indispensabile rompere la spirale della marginalità e dell’isolamento culturale nelle nostre città. Garantire a tutti condizioni eque vita e pari diritti sostanziali è la risposta più efficace per tenere alti i valori europei e fermare chi vuole condurci nella barbarie”.