Per la difesa del patrimonio zootecnico regionale esposto alla di predazione da parte di specie animali tutelate

ottobre 15, 2008 in In Regione, News e iniziative da alessia

Il Consiglio regionale

Ricordato che dal 1994 la Regione Toscana ha assunto una propria legislazione in materia di disciplina di interventi a tutela del patrimonio zootecnico soggetto a predazione, prevalentemente di natura ovina e bovina. Particolare rilievo assume, in tale contesto, l’emanazione della legge regionale del 4 febbraio 2005, n. 26, (Tutela del patrimonio zootecnico soggetto a predazione) e del suo regolamento di attuazione (regolamento 8 maggio 2006, n. 15/r), che ha inquadrato nel modificato contesto normativo comunitario e nazionale interventi ed iniziative a sostegno delle attività di prevenzione e di indennizzo a favore degli allevatori esposti o soggetti ad attività di predazione;

Rilevato come negli ultimi anni l’attività predatoria a danno degli ovini e dei bovini ha subito una significativa intensificazione, dovuta sia al ritorno della presenza del lupo in alcuni dei principali ambienti montani della regione (appennino Tosco-Emiliano, Amiata), sia a fenomeni di randagismo, con sempre più frequenti attacchi a greggi e singoli capi, portatori di ingenti danni economici alle aziende colpite;

Considerato che in conseguenza di tale intensificarsi del fenomeno della predazione istituzioni locali e associazioni di categoria degli allevatori hanno avanzato specifiche richieste per un miglioramento degli interventi di prevenzione e di indennizzo;

Considerato altresì che le norme a tutela della concorrenza fra gli operatori economici dell’ Unione europea vincolano i margini di manovra dei singoli stati membri e delle regioni in materia di definizione e realizzazione di interventi a sostegno degli operatori agricoli e della zootecnia, impedendo nello specifico l’indennizzo diretto per i capi di bestiame morti o abbattuti in conseguenza dell’attività predatoria ad opera di specie animali rigorosamente protette come il lupo, l’aquila reale o il gatto selvatico, e sottoponendo a limiti l’importo degli aiuti concedibili ai singoli operatori. L’emanazione degli orientamenti comunitari per gli aiuti al settore agricolo o zootecnico per il periodo 2007– 2013 ha inoltre rafforzato tali vincoli, operando ad esempio il superamento della diversificazione di trattamento fra le aree montane, o comunque classificate svantaggiate, ed il resto del territorio;

Rilevato in proposito come da più parti emerga la richiesta di una ricollocazione delle politiche di sostegno degli allevatori contro i rischi dei danni da predazione per il patrimonio zootecnico nell’ambito della difesa e della valorizzazione dell’ambiente, della fauna selvatica e delle specie in via di estinzione, anziché in quello degli aiuti all’agricoltura, al fine di consentire maggiore libertà nella definizione degli interventi a favore degli allevatori, tenuto conto, per esempio, che attualmente le misure propriamente indennizzatorie consentite non risultano rapportate all’effettivo reale valore degli animali uccisi;

Tenuto conto che con il 31 dicembre 2007 si è di fatto conclusa la prima vera annualità di esercizio delle disposizioni di cui alla legge regionale 26 del 2005, tenuto conto che la sua effettiva efficacia è decorsa dal giorno successivo alla pubblicazione del regolamento attuativo nel maggio 2006, e che pertanto si pongono le condizioni per una valutazione approfondita degli effetti sortiti da quella disciplina e dagli interventi da essa discendenti in termini di riduzione del rischio di predazione per le greggi e i capi di bestiame toscani e di recupero di reddito per gli allevatori colpiti dall’attività predatoria;

Ritenuto che la valutazione sui primi concreti effetti della legge regionale 26 del 2005 rappresenti l’occasione per la definizione, di concerto con gli enti territoriali titolari delle funzioni amministrative in materia agricola, nonché delle associazioni rappresentative degli allevatori, del mondo agricolo, della tutela della fauna e dell’ambiente, di eventuali interventi correttivi o aggiuntivi da sottoporre al vaglio di fattibilità rispetto alla legislazione in materia di rango sovraordinato;

Ricordato come, ai sensi di legge, la Giunta regionale sia tenuta a trasmettere alla commissione consiliare competente, entro il primo semestre di ciascun anno, una relazione a consuntivo degli interventi di cui alla legge regionale 26 del 2005 realizzati e finanziati nel corso dell’anno precedente, e che pertanto tale relazione costituisce lo strumento privilegiato per la valutazione degli effetti sortiti dalla legge;

Invita

La Giunta regionale

A predisporre, con la collaborazione delle province, comunità montane, associazioni degli allevatori e associazioni ambientaliste, idonee ulteriori iniziative che, partendo da un’analisi approfondita del fenomeno all’interno del territorio regionale e alla luce degli esiti dell’attività ordinaria realizzata in forza della legge regionale 26 del 2005, incrementino il livello di prevenzione e di protezione del patrimonio zootecnico dall’attività predatoria, anche mediante l’utilizzo di recinzioni elettriche mobili o la presenza di cani da guardia, e tutelino maggiormente gli allevatori in caso di danni patiti.