Perchè la vertenza Ansaldo-Breda non è “solo” una questione occupazionale

dicembre 18, 2013 in In Parlamento, News e iniziative da alessia

Siamo con i lavoratori della Ansaldo-Breda che oggi hanno scioperato e chiediamo che sia bloccata la dismissione del Gruppo Ansaldo da parte di Finmeccanica.
Lo chiediamo con forza, non solo per salvaguardare l’occupazione: su questa come su altre vertenze drammatiche si mostra tutta le miopia della classe dirigente italiana, sia di quella politica e di quella “imprenditoriale” pubblica.
E’ completamente sbagliata l’impostazione dell’AD di Finmeccanica Pansa di abbandonare le produzioni civili, quali Ansaldo Energia, Ansaldo Breda ed Ansaldo Sts, che sono invece quelle che hanno più potenzialità e su cui si dovrebbe puntare, per concentrare tutte le attività sul militare. I settori energetici ed il settore ferroviario sono settori anticiclichi e possono dare un grande sviluppo alla ripresa economica. Nel territorio toscano questo disimpegno sta penalizzando anche i settori di Selex, dallo spazio a quello della sicurezza, nei quali siamo all’avanguardia in Europa e nel mondo.
Hanno ragione quindi i lavoratori Ansaldo-Breda a chiedere l’intervento urgente del governo.

Da mesi, SEL chiede al governo di promuovere una seria politica industriale per l’Italia. Su questo paghiamo un gravissimo ritardo rispetto ai paesi in cui lo Stato ha pesantemente portato avanti delle politiche industriali.
Chiediamo politiche industriali capaci di ricostruire il tessuto produttivo per il sostegno al nostro sistema industriale investendo nella ricerca e nell’innovazione di processo e di prodotto, in nuove produzioni di qualità.
Nella Legge di Stabilità abbiamo proposto di investire 3 miliardi nella ricerca e nell’innovazione nei prossimi tre anni e di mettere a disposizione 4 miliardi di Euro per sostenere “programmi quadro” di sviluppo del sistema industriale in 5 settori chiave: siderurgia, chimica, energie rinnovabili, beni strumentali, mobilità e trasporti.
E proprio il tema dei trasporti, che è così cruciale per i nostri territori e le nostre città con i treni per rafforzare il servizio per i pendolari, con le tranvie di superficie, colpevolmente ancora al palo nella città di Firenze.
Attraverso la dismissione di Ansaldo-Breda si rischia la fine del comparto ferroviario italiano, in totale controtendenza rispetto ad altri paesi che prediligono gli ordini di materiale rotabile ad aziende presenti sul proprio territorio.

Per tutte queste ragioni la vertenza che nella nostra regione tocca il territorio di Pistoia non è un fatto locale. E’ una delle tante partite su cui si gioca il nostro futuro, alla quale prendiamo parte, purtroppo, con una squadra non all’altezza.