Piano Agricolo Regionale: l’intervento di Alessia Petraglia (SD) “La sofferenza dell’agricoltura toscana richiede una rapida attuazione degli indirizzi del Piano”

dicembre 23, 2008 in Comunicati Stampa da alessia

Le priorità: ricerca e innovazione, sostegno alle piccole e medie aziende, incentivi per nuovi addetti, recupero delle aree coltivate, contrasto alle speculazioni lungo le filiere produttive

“Il settore agricolo è in grande difficoltà. Le indicazioni contenute nel Piano sono quelle giuste ma vanno attuate sollecitamente”. Questo il giudizio che la capogruppo di Sinistra Democratica Alessia Petraglia ha dato in aula sul Piano Agricolo Regionale 2008-2010 approvato oggi dal Consiglio Regionale. La consigliera regionale ha ricordato come l’intero settore, dai seminativi alle colture di storica qualità, dalla zootecnia alle foreste, anche in Toscana viva ormai da anni una sofferenza acuita negli ultimi tempi dalla crisi economica che investe l’intera economia globale: progressiva costante diminuzione della superficie produttiva e degli addetti, aumento dei costi di produzione e diminuzione dei prezzi all’origine. “Una crisi – ha affermato Petraglia – che colpisce innanzitutto le piccole e medie aziende e che ha portato alla scomparsa delle attività agricole in intere zone collinari e montane della regione. Una crisi resa odiosa anche dalla speculazione che accompagna i prodotti agricoli lungo le diverse filiere dei prodotti di base. Il Piano che approviamo oggi – ha aggiunto l’esponente di SD – ha quindi decisiva importanza nel sostenere il sistema delle aziende e degli addetti: rapidamente occorre individuare le priorità di breve e medio termine ed aprire le procedure per reperire le risorse e pubblicizzare le misure”. La consigliera regionale ha quindi esposto le priorità su cui agire: iniziative finalizzate all’inserimento di nuovi addetti, con particolare attenzione ai giovani, alla formazione, ed alla garanzia di condizioni sociali ed ambientali idonee; misure volte al recupero della base produttiva ed alla tutela delle piccole e medie aziende; sostegno alla ricerca per il abbassare i costi e migliorare la qualità dei prodotti; incentivi alla integrazione verticale attraverso l’associazionismo e la cooperazione per migliorare la capacità contrattuale del settore; monitoraggi sulle inefficienze e sulle speculazioni nelle filiere regionali; interventi sul Governo affinchè solleciti l’UE a tenere conto, nella attuazione delle proprie politiche agricole, dei pesanti riflessi della crisi mondiale. Infine Alessia Petraglia ha sottolineato il ruolo insostituibile dell’ARSIA nella gestione del Piano Agricolo Regionale: “un patrimonio di conoscenze e competenze fondamentale per la ricerca, il collaudo ed il trasferimento delle innovazioni”.