Piano per il sociale: soddisfazione di Sd, Verdi, Pdci e Prc per le scelte della Regione Toscana

ottobre 31, 2007 in Comunicati Stampa da alessia

I punti salienti del PISR 2007-2010 nell’intervento pronunciato unitariamente dalla Consigliera di Sinistra Democratica Alessia Petraglia

Soddisfazione per il Piano Integrato Sociale Regionale 2007-2010. E’ questa la valutazione dei Gruppi consiliari Prc, Pdci, Verdi e Sd, espressa unitariamente in aula con l’intervento della Consigliera di Sinistra Democratica Alessia Petraglia. Il piano persegue l’obiettivo dell’integrazione socio-sanitaria senza tralasciare quella con altri settori (lavoro e formazione) per creare una forte coesione sociale. Un welfare, dunque, che accompagni i cittadini nelle varie fasi della vita, ponendo attenzione alle famiglie tutte: politiche a sostegno della natalità-infanzia; dei minori in famiglia e fuori; per la casa, per gli anziani e le disabilità, per i migranti. Inoltre, sostegno ai percorsi di uscita dalla violenza e abuso, prostituzione e tratta con azioni di prevenzione e contrasto, un punto questo che Sd, Verdi, Prc e Pdci avevano migliorato grazie al lavoro in Commissione. Il lavoro dei consultori nella nostra Regione è stato fondamentale. Tuttavia, è necessario rivalorizzare i consultori come luogo di riferimento per le politiche della famiglia e della coppia, di sostegno alla maternità e paternità consapevoli, e per la prevenzione, rivolta in particolare ai giovani, per affermare il valore della sessualità e l’uso degli anticoncezionali. Anche su questo punto Pdci, Verdi, Prc e Sd avevano contribuito nel precedente lavoro di stesura del Piano. Dal punto di vista dei giovani, Verdi, Prc, Pdci e Sd sono particolarmente contenti per la scelta di coinvolgere direttamente le nuove generazioni nella progettazione: significativa è la scommessa sul recupero di aree dimesse nella nostra regione per dare spazi ai giovani e alla loro creatività, anche considerando i finanziamenti in arrivo dal Governo. La Toscana in questi anni sta costruendo un sistema di diritti e di accoglienza per gli oltre 225mila immigrati presenti, al fine di realizzare una proficua integrazione. A questo proposito è auspicabile un maggiore coinvolgimento e protagonismo degli enti locali. Non mancano nel piano azioni contro le nuove povertà. In Toscana esistono soggetti e famiglie a rischio povertà: anziani soli, disoccupati di lunga durata e senza specializzazione (soprattutto se oltre i 50 anni), nuclei familiari che hanno come persona di riferimento una donna, le famiglie che vivono in affitto. La vera novità del piano, sostengono Sd, Prc, Pdc e Verdi, riguarda le disabilità e gli anziani. Tra le importanti azioni per la disabilità particolare attenzione verrà prestata ai giovani disabili, per facilitare l’inserimento scolastico ed il conseguimento dell’autonomia personale. Con il Progetto ‘Con e dopo di noi’ la Regione si fa carico delle preoccupazioni dei genitori per il futuro dei propri figli con disabilità. L’invecchiamento della popolazione porrà in futuro diverse emergenze. Da oggi al 2020 un abitante su otto avrà più di 75 anni e insieme agli anni cresceranno anche i casi di persone non autosufficienti e tutto ciò non può gravare sulle spalle della famiglia. Grazie a maggiori entrate verrà realizzato il fondo regionale per la non autosufficienza con risorse nazionali, finalmente aumentate, e regionali – senza aumentare le tasse – in grado di offrire agli utenti maggiori possibilità di scelta e di interventi sulla base di percorsi individuali e personalizzati, ma soprattutto di potenziare le opportunità di assistenza a domicilio e sul territorio, cercando di superare i forti squilibri territoriali esistenti, anche valorizzando il contributo del terzo settore e delle associazioni. Inoltre è necessario un sistema semplificato di accesso e di presa in carico unico (i cittadini hanno difficoltà a comprendere le divisioni tra quote sociali e quote sanitarie). Un nuovo modello di intervento rivolto alle persone non autosufficienti non solo deve incrociare risorse che già esistono e che vanno assolutamente implementate (Fondo sanitario, fondo per le politiche sociali e le risorse dei comuni). E qui Prc, Sd, Pdci e Verdi hanno posto il tema rilevante della redistribuzione di risorse pubbliche esistenti secondo nuove priorità, nonché il nodo delle risorse aggiuntive rispetto a quelle oggi disponibili, aprendo in tal senso una discussione sulla partecipazione delle famiglie ai costi, rispettando però un doveroso criterio di equità, per attuare un patto di solidarietà che coinvolga tutti i cittadini.