Piena applicazione alla 194

febbraio 23, 2017 in In Parlamento, News e iniziative da alessia

Roma 23 febbraio 2017 – Eravamo preoccupati, come Sinistra Italiana, di non aver ancora ascoltato il pensiero della ministra Lorenzin che in piena sintonia con la CEI vorrebbe riportare il paese agli anni dei divieti ecclesiastici e dell’oscurantismo culturale.
La ministra Lorenzin come titolare del Ministero della Salute pubblica dovrebbe garantire la piena attuazione della Legge 194 invece di ostacolarla. E’ certamente importante la prevenzione ed è su questo che è necessario investire risorse, al posto di sprecarle in stupide campagne come quella sul Fertility Day.
E’ davvero così complicato mettere nelle scuole distributori di profilattici? Serve una vera campagna di comunicazione su tutti i media, sopratutto quelli più usati dai giovani; è necessario inserire in tutte le scuole, in accordo con il MIUR, l’educazione sessuale ed affettiva come materia obbligatoria e investire risorse per riaprire i consultori giovani.
A tutte le donne deve essere garantito il diritto alla salute, fisica e psicologica. Lo diciamo da anni che nelle strutture pubbliche non possono lavorare medici obiettori perché è alto il rischio di interruzione del servizio pubblico. I dipendenti pubblici devono svolgere appieno i compiti per i quali sono stati assunti, senza infingimenti. La ministra deve intervenire per assicurare che il diritto all’interruzione volontaria di gravidanza sia garantito in tutte le regioni e non sia lasciato come è oggi alla discrezionalità degli assessori e dei presidenti regionali.
A questo proposito vorremmo dire all’assessore Saccardi che prima di sottrarsi e sentirsi tranquilla dovrebbe verificare bene cosa accade in Toscana dove i medici obiettori sono più del 56% e non sempre viene garantito il diritto a abortire. I dati purtroppo ci dicono che solo una parte delle donne che si rivolgono al servizio pubblico per abortire poi usufruisce del servizio. La domanda che ci dobbiamo porre è che cosa avviene negli altri casi? Non vorremmo scoprire che le donne finiscono nel mercato nero degli aborti.