Proposta di Legge: “Accesso ai trattamenti terapeutici per i cittadini consumatori di sostanze psicottive o in stato di dipendenza.”

marzo 27, 2007 in In Regione, News e iniziative da alessia

Relazione

 La seguente proposta di legge intende agire all’interno di una valutazione complessiva della legislazione nazionale – Legge 49/2006 di modifica al DPR 309/90-  intervenuta, a nostro avviso, in violazione con il quadro costituzionale scaturito a seguito dalla riforma del Titolo V della Costituzione; questo, sovrapponendosi al potere legislativo concorrente delle Regioni in materia di organizzazione dei servizi sociosanitari, consentendo l’ingresso nell’esercizio dell’attività di prevenzione, cura e riabilitazione nell’ambito delle tossicodipendenze anche ai soggetti privati, per altro, in modo diretto e alternativo alle strutture pubbliche attribuendogli identici poteri e funzioni, con il rischio anche di perdere il controllo della relativa spesa sanitaria.

 Allo stato le Regioni potrebbero trovarsi, tra l’altro, a sostenere la spesa delle prestazioni che vengono decise dalle strutture private operanti in parallelo ai servizi pubblici e senza alcun filtro e coordinamento da parte delle A.U.S.L..

 Il sistema introdotto a livello nazionale, infatti, consente l’ingresso nel settore di una serie di strutture private autorizzate ed accreditate che svolgono le proprie funzioni separatamente, ed apparentemente in autonomia, in condizioni di parità con il servizio pubblico che rischia di non  avere  più come fulcro i servizi pubblici per l’assistenza sociosanitaria ai tossicodipendenti.

 Valutazione per cui a suo tempo la Toscana, insieme ad altre Regioni – Umbria, Piemonte, Liguria, Emilia Romagna e Lazio – , ha promosso un ricorso di legittimità costituzionale presso la Consulta, che, per quanto riguarda il tema oggetto della nostra proposta, verte sostanzialmente sui seguenti punti: la tutela della salute è compito del servizio pubblico, cioè a dire delle strutture pubbliche che fanno capo alle Regioni ed agli enti locali, così che l’apporto del privato può essere di supporto e di ausilio, ma assolutamente non alternativo al servizio pubblico.

 La presente proposta di legge intende definire le modalità di accesso delle persone in stato di dipendenza ai trattamento terapeutici, siano essi erogati dai servizi gestiti direttamente dalle aziende sanitarie locali o dai servizi autorizzati gestiti dal privato sociale.

 

La proposta di legge è composta di due articoli:

 nel primo vengono individuate le finalità della legge dirette a favorire l’inclusione sociale ed il recupero psicofisico dei cittadini consumatori di sostanze psicoattive nel rispetto della dignità, libertà personale, qualità ed appropriatezza delle cure;

 nel secondo viene stabilito che l’accesso ai trattamenti terapeutici per problematiche relative al consumo di sostanze psicoattive, o allo stato di dipendenza, avviene in presenza di accertato bisogno e la certificazione attiene esclusivamente ai servizi pubblici dedicati delle AUSL, ovvero ai Sert.

 Tale principio vale anche nell’ipotesi di persone sottoposte a sanzioni per consumo di sostanze illegali. Costoro, infatti, possono accedere ai trattamenti terapeutici appropriati solo in caso di accertato bisogno, certificato esclusivamente da parte dei servizi pubblici e delle Aziende sanitarie locali.

  

Proposta di Legge

“Accesso ai trattamenti terapeutici per  i cittadini consumatori di sostanze psicottive o in stato di dipendenza.”

 

Art. 1

(Finalità)

 

1. Le disposizioni della presente legge sono finalizzate a favorire l’inclusione sociale ed il recupero psicofisico, nel rispetto della dignità e della libertà personale, della qualità e dell’appropriatezza delle cure in rapporto a specifiche esigenze e bisogni di salute dei cittadini consumatori di sostanze psicoattive o in stato di dipendenza.

 

Art. 2

(Accesso ai trattamenti terapeutici)

 

1. L’accesso ai trattamenti terapeutici appropriati per le problematiche relative al consumo di sostanza psicoattive o allo stato di dipendenza, e le persone sottoposte a sanzioni per consumo di sostanze illegali, comminate ai sensi della legge 21 febbraio 2006, n. 49, avviene in presenza di accertato bisogno, diagnosticato e certificato esclusivamente da parte dei servizi pubblici dedicati delle AUSL.

 2. La certificazione di cui al comma 1 è esentata dall’esplicitazione delle metodiche di accertamento.